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mercoledì 27 novembre 2019
Un'altra confessione
Lo ammetto, stasera mi stavo scordando il post perchè mi sono perso via a guardare le ultime puntate di una serie televisiva...
Quale serie?
Non so se dirlo... ma dopo aver confessato di essere un giocatore di Pokemon GO posso anche ammettere di essere un fan di Grey's Anatomy....
E' una serie che è cominciata tipo 15 anni fa, e ai tempi ne sentivo parlare ma non mi ha mai ispirato, quindi non l'avevo mai guardata.
Poi qualche tempo fa visto che continuano a trasmetterla alla televisione ne ho guardato qualche puntata e devo dire che mi ha intrippato parecchio...
E ormai con la possibilità di vederlo su internet come e quando si vuole un po' per volta mi sono guardato tutta la "saga" dalla prima puntata (in alcuni casi anche più di una volta).
Adesso le puntate della nuova serie si trovano solo in inglese coi sottotitoli in italiano, ma fa niente... me li guardo lo stesso...
E' come una specie di droga, quando ti prende non riesci più a disintossicartene, ma alla fine calcolando quanto poco c'è da vedere in tv, guardarsi qualche serie, anche vecchia, è un'ottima alternativa...
martedì 8 ottobre 2019
Una confessione

Stasera ho deciso di fare una confessione.
E' già parecchio che in momenti di vuoto mentale in fase di scrittura del post mi passa per la testa di parlarne, ma non l'ho mai fatto, forse per una sorta di imbarazzo, forse per paura di essere deriso o forse per qualcos'altro.
Ma stasera lo faccio, affronterò questo argomento. E non per mancanza di idee, ma perché alla fine non c'è niente di cui vergognarsi... sicuramente fra tutte le cose di cui ho già parlato questa non è la peggiore...
Ammetto pubblicamente di essere un giocatore incallito di Pokemon GO.
Ecco. L'ho detto.
Ma stasera, sono uscito di casa in giro per le strade si San Donato alla ricerca di un po' di persone che avessero anche loro la stessa passione e giocare insieme, arrivato al potenziale luogo di raduno nel gruppo che si era già riunito ho trovato anche una mia vicina di casa, una madre con la seguito la figlia, ragazzini di 15/16 anni, ragazzi intorno alla trentina.. e tutti insieme abbiamo girato per mezza San Donato a caccia di pokemon.
Finora avevo sempre giocato quasi in solitario, ma stasera, con la scusa che c'era almeno una persona che conoscevo già mi sono inserito nel gruppo e adesso la caccia sarà ancora più divertente.
Lo so che sembra una cosa da ragazzini, e in effetti lo è, ma come già più volte ho detto io SONO un ragazzino, se non all'anagrafe almeno nell'animo, e vedere che ci sono tanti altri così è sempre bello.
E in quel gruppo di sconosciuti, con età variabili dall'adolescenza alla maturità avanzata uniti da un interesse comune, è come se avessimo tutti la stessa età.
Non ci sono barriere o gap generazionali, c'è solo la voglia di divertirsi. Un po' come succede anche coi giochi di ruolo, anche se nei giochi di ruolo il legame che si crea è decisamente più forte.
E poi diciamocelo, questo gioco è uno stimolo non indifferente a uscire di casa e camminare, perché il percorrere chilometri a piedi a caccia di pokemon è esattamente lo scopo del gioco.
Perciò prendetemi pure in giro, non sarà certo quello a fermare il mio entusiasmo per tutte queste cose...
P.S. se fra chi mi legge c'è qualcun altro che gioca e vuole essere mio amico il mio codice allenatore è 7747-5784-6272
sabato 17 novembre 2018
5° classificato!
E ieri sera c'è stata la serata conclusiva del concorso letterario "Voltare pagina" qui a San Donato dove io ho partecipato fra i 5 finalisti!
La premiazione ha avuto luogo all'interno degli eventi sandonatesi in occasione del "Bookcity Milano", la manifestazione milanese per la promozione della lettura, dell'editoria ecc.
Dopo l'intervento della scrittrice Alice Basso che ha raccontato un po' di sé e della sua esperienza di scrittrice e dopo la lettura di una estratto dei racconti in gara c'è stata la votazione finale e la premiazione degli autori!
A me è spettato il 5° posto (ultimo fra i finalisti) e, lì al momento, ho avuto come un attimo di delusione che però è durato decisamente poco!
E' la prima volta che scrivo qualcosa che non sia questo blog (che comunque è in attivo da meno di un anno), tutto quello che avevo scritto prima di questo racconto erano tracce di storie per i giochi di ruolo... e nonostante ciò ho raggiunto un traguardo ragguardevole fra autori con decisamente molta più esperienza di me!
Se siete interessati al racconto con cui ho partecipato al concorso lo potete leggere QUI nel blog iopoliedrico.blogspot.com/p/il-palazzo.html nella pagina dedicata proprio a lui...
Intanto io continuo nella scrittura di quello che, una volta finito, potrebbe anche diventare un romanzo... e chissà... magari un giorno anche un libro...
La premiazione ha avuto luogo all'interno degli eventi sandonatesi in occasione del "Bookcity Milano", la manifestazione milanese per la promozione della lettura, dell'editoria ecc.
Dopo l'intervento della scrittrice Alice Basso che ha raccontato un po' di sé e della sua esperienza di scrittrice e dopo la lettura di una estratto dei racconti in gara c'è stata la votazione finale e la premiazione degli autori!
A me è spettato il 5° posto (ultimo fra i finalisti) e, lì al momento, ho avuto come un attimo di delusione che però è durato decisamente poco!
E' la prima volta che scrivo qualcosa che non sia questo blog (che comunque è in attivo da meno di un anno), tutto quello che avevo scritto prima di questo racconto erano tracce di storie per i giochi di ruolo... e nonostante ciò ho raggiunto un traguardo ragguardevole fra autori con decisamente molta più esperienza di me!
Se siete interessati al racconto con cui ho partecipato al concorso lo potete leggere QUI nel blog iopoliedrico.blogspot.com/p/il-palazzo.html nella pagina dedicata proprio a lui...
Intanto io continuo nella scrittura di quello che, una volta finito, potrebbe anche diventare un romanzo... e chissà... magari un giorno anche un libro...
venerdì 9 novembre 2018
Santa pazienza
La pazienza credo non sia una delle mie virtù...
Quando devo aspettare qualcosa e non posso farci niente mi devo adattare e aspettare, la cosa mi rode, ma alla fine non posso fare altro che aspettare...
Se invece posso fare qualcosa per ridurre l'attesa o almeno per renderla meno pesante lo faccio senza pensarci due volte...
Un po' come quando mi danno regali in anticipo... col cavolo che aspetto la ricorrenza per aprirli...
Il caso di attesa e pazienza più eclatante dell'ultimo periodo è stato ovviamente l'attesa per la conclusione dell'avventura di Armonia è Salute, sembrerà strano, ma da quando a maggio abbiamo deciso di chiudere l'arresa del mese di settembre è stata davvero lunga, e quello era uno dei casi in cui non potevo fare niente per abbreviarla né per renderla più semplice, Poi finalmente il tempo è passato e l'attività è chiusa, non è stato brutto, non ci sono rimorsi, non ci sono rimpianti, solo la consapevolezza di una bellissima esperienza che è terminata.
Adesso invece sono in una fase di attesa decisamente diversa, come ho già accennato a settembre ho inviato un racconto per partecipare al concorso letterario qui a San Donato, ho dovuto aspettare fino al 25 ottobre per sapere gli esiti della prima valutazione e per sapere che sono stato scelto fra i 5 finalisti, ma diciamo che è stato un periodo comunque con parecchi altri pensieri che riguardavano le pratiche per la chiusura del centro.
Dopo la comunicazione dell'ammissione alla finale ho cominciato a fremere, perché la premiazione sarà venerdì prossimo e visto che in questo momento non ho molto altro da fare l'attesa sta prendendosi una bella fetta dei miei pensieri...
Ok, non è che si tratta di un premio Nobel per la letteratura, però è il primo racconto che scrivo e il primo concorso a cui partecipo e sono in finale, e questo mi basta per attenderne con trepidazione l'esito.
Tutte le informazioni sullo svolgimento della serata conclusiva ce le ho già, alcune me le hanno mandate insieme alla notizia dell'ammissione in finale, altre le ho trovate su internet, ma non mi bastava, allora oggi, mentre gironzolavo senza meta, ho deciso di andare alla biblioteca per chiedere un po' di informazioni sull'andamento del concorso, sulla partecipazione, sulla serata di venerdì prossimo....
La signora con cui ho parlato è una delle organizzatrici e io, senza vergogna, le ho detto che volevo sapere un po' di cose perché mancava ancora una settimana e non avevo voglia di aspettare ancora così tanto per saperle...
Lei, gentilissima, è quasi sembrata contenta del mio entusiasmo, ha risposto alle mie domande, mi ha fatto i complimenti per essere arrivato in finale e alla fine ci siamo dati appuntamento a venerdì prossimo.
Ecco, adesso va meglio, non è che ho avvicinato la data, ma almeno ho fatto qualcosa e l'attesa mi sembra più sopportabile.
Quando devo aspettare qualcosa e non posso farci niente mi devo adattare e aspettare, la cosa mi rode, ma alla fine non posso fare altro che aspettare...
Se invece posso fare qualcosa per ridurre l'attesa o almeno per renderla meno pesante lo faccio senza pensarci due volte...
Un po' come quando mi danno regali in anticipo... col cavolo che aspetto la ricorrenza per aprirli...
Il caso di attesa e pazienza più eclatante dell'ultimo periodo è stato ovviamente l'attesa per la conclusione dell'avventura di Armonia è Salute, sembrerà strano, ma da quando a maggio abbiamo deciso di chiudere l'arresa del mese di settembre è stata davvero lunga, e quello era uno dei casi in cui non potevo fare niente per abbreviarla né per renderla più semplice, Poi finalmente il tempo è passato e l'attività è chiusa, non è stato brutto, non ci sono rimorsi, non ci sono rimpianti, solo la consapevolezza di una bellissima esperienza che è terminata.
Adesso invece sono in una fase di attesa decisamente diversa, come ho già accennato a settembre ho inviato un racconto per partecipare al concorso letterario qui a San Donato, ho dovuto aspettare fino al 25 ottobre per sapere gli esiti della prima valutazione e per sapere che sono stato scelto fra i 5 finalisti, ma diciamo che è stato un periodo comunque con parecchi altri pensieri che riguardavano le pratiche per la chiusura del centro.
Dopo la comunicazione dell'ammissione alla finale ho cominciato a fremere, perché la premiazione sarà venerdì prossimo e visto che in questo momento non ho molto altro da fare l'attesa sta prendendosi una bella fetta dei miei pensieri...
Ok, non è che si tratta di un premio Nobel per la letteratura, però è il primo racconto che scrivo e il primo concorso a cui partecipo e sono in finale, e questo mi basta per attenderne con trepidazione l'esito.
Tutte le informazioni sullo svolgimento della serata conclusiva ce le ho già, alcune me le hanno mandate insieme alla notizia dell'ammissione in finale, altre le ho trovate su internet, ma non mi bastava, allora oggi, mentre gironzolavo senza meta, ho deciso di andare alla biblioteca per chiedere un po' di informazioni sull'andamento del concorso, sulla partecipazione, sulla serata di venerdì prossimo....
La signora con cui ho parlato è una delle organizzatrici e io, senza vergogna, le ho detto che volevo sapere un po' di cose perché mancava ancora una settimana e non avevo voglia di aspettare ancora così tanto per saperle...
Lei, gentilissima, è quasi sembrata contenta del mio entusiasmo, ha risposto alle mie domande, mi ha fatto i complimenti per essere arrivato in finale e alla fine ci siamo dati appuntamento a venerdì prossimo.
Ecco, adesso va meglio, non è che ho avvicinato la data, ma almeno ho fatto qualcosa e l'attesa mi sembra più sopportabile.
lunedì 5 novembre 2018
Ballo ballo ballo
Anni fa, erano gli anni delle superiori, mi era venuta la passione per il ballo liscio.
Fino a quel momento per me il liscio era quel ballo che veniva fatto alle serate danzanti estive in paese, guardavo le coppie che ballavano valzer e mazurke e mi chiedevo come facessero a essere così coordinati da non pestarsi mai i piedi.
Poi una sera un'amica mi ha invitato ad andare a ballare dicendomi che mi avrebbe insegnato lei... e in una sera di ballo intenso mi aveva insegnato a ballare valzer, mazurka, polka, tango, beguine e chissà cos'altro e io mi sono divertito un sacco.
Ovviamente non è che avessi imparato da professionista, anzi, ma la cosa mi era piaciuta e col mio bagaglio "basic" dei passi di danza mi sono lanciato in questa nuova avventura.
E' vero che nella discoteca di liscio la media di età era piuttosto altina, soprattutto all'occhio di un adolescente, ma non ce ne fregava niente, e ci lasciavamo guidare dalla musica in volteggi e giravolte fregandomene di tutto e di tutti!
Poi c'è stato il periodo della discoteca, quella dove si ballava senza saper necessariamente ballare, quella dove ci si buttava in pista e ci si agitava in modo più o meno coordinato e si ballava da soli la mitica dance degli anni 80.
Andavamo in discoteca con gli amici più grandi che prendevano la macchina e passavamo la serata in mezzo alla musica assordante e alle luci strobo e anche lì mi divertivo sempre un sacco.
Poi c'è stato il periodo dell'università e lì ballo e discoteche sono rimaste chiusi nel cassetto, credo che in tutto il periodo che ho passato a Pavia per l'università a ballare in discoteca ci sono andato tipo 2 volte, non di più...
Ma il momento clue della mia esperienza di "ballerino" l'ho avuto intorno ai 30 anni...
Dopo essermi trasferito a Milano chissà come ho scoperto l'esistenza di discoteche frequentate da gente della mia età e anche di più, non solo da adolescenti, e ho cominciato a frequentarle. Era diventato un vero e proprio "rito del sabato sera".
Andavo in discoteca e quando mi lasciavo prendere dalla musica non vedevo più niente e nessuno, se c'erano amici si stava in compagnia, ma spesso ci andavo da solo e mi scatenavo in pista per tutta la sera.
Ho sempre ringraziato per il fatto che non ci fossero specchi, se no mi sa che non mi sarei mai lanciato come facevo... credo che il vedermi ballare sarebbe stato talmente imbarazzante che non l'avrei mai più fatto... Quindi non so come ballavo, probabilmente in modo scoordinato e assurdo, ma non vedendomi andava bene così. Seguivo la musica e il "balla come se nessuno ti stesse guardando".
Alcuni amici che mi vedevano così scatenato credevano fossi ubriaco perso... ma non era necessario bere, mi ubriacavo di musica.
Poi anche quel tempo è passato, e ora le mie performance di ballo sono limitate a qualche balletto liscio con mia mamma nelle serate danzanti in paese e a balli scoordinati e più o meno tranquilli quando metto su musica in casa mentre faccio pulizie...
Fino a quel momento per me il liscio era quel ballo che veniva fatto alle serate danzanti estive in paese, guardavo le coppie che ballavano valzer e mazurke e mi chiedevo come facessero a essere così coordinati da non pestarsi mai i piedi.
Poi una sera un'amica mi ha invitato ad andare a ballare dicendomi che mi avrebbe insegnato lei... e in una sera di ballo intenso mi aveva insegnato a ballare valzer, mazurka, polka, tango, beguine e chissà cos'altro e io mi sono divertito un sacco.
Ovviamente non è che avessi imparato da professionista, anzi, ma la cosa mi era piaciuta e col mio bagaglio "basic" dei passi di danza mi sono lanciato in questa nuova avventura.
E' vero che nella discoteca di liscio la media di età era piuttosto altina, soprattutto all'occhio di un adolescente, ma non ce ne fregava niente, e ci lasciavamo guidare dalla musica in volteggi e giravolte fregandomene di tutto e di tutti!
Poi c'è stato il periodo della discoteca, quella dove si ballava senza saper necessariamente ballare, quella dove ci si buttava in pista e ci si agitava in modo più o meno coordinato e si ballava da soli la mitica dance degli anni 80.
Andavamo in discoteca con gli amici più grandi che prendevano la macchina e passavamo la serata in mezzo alla musica assordante e alle luci strobo e anche lì mi divertivo sempre un sacco.
Poi c'è stato il periodo dell'università e lì ballo e discoteche sono rimaste chiusi nel cassetto, credo che in tutto il periodo che ho passato a Pavia per l'università a ballare in discoteca ci sono andato tipo 2 volte, non di più...
Ma il momento clue della mia esperienza di "ballerino" l'ho avuto intorno ai 30 anni...
Dopo essermi trasferito a Milano chissà come ho scoperto l'esistenza di discoteche frequentate da gente della mia età e anche di più, non solo da adolescenti, e ho cominciato a frequentarle. Era diventato un vero e proprio "rito del sabato sera".
Andavo in discoteca e quando mi lasciavo prendere dalla musica non vedevo più niente e nessuno, se c'erano amici si stava in compagnia, ma spesso ci andavo da solo e mi scatenavo in pista per tutta la sera.
Ho sempre ringraziato per il fatto che non ci fossero specchi, se no mi sa che non mi sarei mai lanciato come facevo... credo che il vedermi ballare sarebbe stato talmente imbarazzante che non l'avrei mai più fatto... Quindi non so come ballavo, probabilmente in modo scoordinato e assurdo, ma non vedendomi andava bene così. Seguivo la musica e il "balla come se nessuno ti stesse guardando".
Alcuni amici che mi vedevano così scatenato credevano fossi ubriaco perso... ma non era necessario bere, mi ubriacavo di musica.
Poi anche quel tempo è passato, e ora le mie performance di ballo sono limitate a qualche balletto liscio con mia mamma nelle serate danzanti in paese e a balli scoordinati e più o meno tranquilli quando metto su musica in casa mentre faccio pulizie...
giovedì 1 novembre 2018
Pitture e pennelli

Oggi dopo tantissimo tempo mi sono dedicato alla pittura sui sassi...
E' da almeno 20 anni che non lo facevo più, da quando io, mio fratello e mio papà ci avevamo preso gusto e avevamo riempito la casa di gatti, procioni, volpi, civette e animali di ogni genere.
Poi la mia passione di dipingere si è spostata sulle miniature fantasy, e di animali sui sassi non ne ho più fatti.
Come per ogni cosa quando si passa tanto tempo senza farla i primi passi sono decisamente difficili.
Ormai mi sono abituato con pennellini e miniature minuscoli e con colori specifici per quell'attività che rispondono perfettamente al tocco del pennello e tornare a dimensioni maggiori e con colori acrilici che una volta sul pennello si stendono sul sasso un po' come vogliono loro è stato abbastanza traumatico...
Ma alla fine ho perseverato e qualcosa di buono è venuto fuori... più o meno... (vedi foto...)
Il mio problema con queste cose è che dovrei essere meno pignolo...
Faccio sempre così, anche con le miniature o con qualsiasi mia creazione, non ne sono mai completamente soddisfatto, ci vedo sempre quella pennellatina in più che potrei farci o quel puntino di luce che potrei aggiungerci o quel colore che forse potrei fare più chiaro o più scuro...
Poi a un certo punto mi impongo un "basta" e decreto finita l'opera con un bello strato di vernice trasparente protettiva che oltre a proteggere il colore evita anche che ci possa fare altre modifiche...
Che poi quando qualcuno vede le mie miniature resta stupito... anche perché si chiedono come faccia a fare certe cose coi manoni da muratore che mi ritrovo... e fioccano complimenti... ma io resto sempre col pensiero che avrei potuto magari fare qualcosa di diverso o pitturare meglio quel dente o quel corno o quel viso...
Ma ormai lo so che sono così: ipercritico, superpignolo e esigente... ma solo con me stesso...
Se fossi con gli altri come sono con me stesso, credo che risulterei la persona più pedante, pignola e rompiballe del mondo... ma fortunatamente questo trattamento "speciale" lo dedico solo a me stesso...
lunedì 29 ottobre 2018
Periodo di lettura
Come ho già detto altre volte mi piace leggere.
Ma non sempre è il momento giusto, non so perché, ma ci sono periodi che leggo davvero poco e altri che non farei altro.
Io leggo di tutto, ma ci sono periodi in cui nessun libro sembra adatto o che mi ispira o che mi faccia venire voglia di rileggerlo e quindi lascio perdere.
Poi succede qualcosa, qualcosa che mi fa riprendere in mano il mio ebook dal quale non mi staccherei più.
Di solito è un libro che mi incuriosisce o che mi viene consigliato, comincio a leggerlo e ritrovo il gusto di immergermi nel suo mondo, poi quand'è finito ne comincio subito un altro e così via...
Quest'ultima volta la scintilla della lettura è stata riaccesa da quella fiera del libro a cui ho partecipato qualche settimana fa, insieme a degli amici abbiamo parlato di alcuni libri che, una volta a casa, sono andato a comprare immediatamente (evviva internet).
Preso dall'entusiasmo dimostrato dai miei amici che conoscono direttamente gli autori e dall'esperienza di aver parlato con l'editore, mi sono voluto lanciare nella lettura di questi libri di autori italiani per me erano sconosciuti me ne sono comprati ben 10!
E subito ho cominciato a leggere!
Sono passate 3 settimane e in questo periodo li ho letti tutti!
Ok, non sono libri lunghissimi, ma come dicevo quando mi prende la fregola della lettura sono uno via l'altro...
Ho letto due trilogie fantasy, un libro giallo fuori dalle righe, un postapocalittico, un fantasy storico e uno sui vampiri...
E credo che questo periodo di "fregola letteraria" non finirà tanto presto...
Poi ci saranno altri periodi di chiusura del libro, ma ogni tanto ci sta pure...
Ma non sempre è il momento giusto, non so perché, ma ci sono periodi che leggo davvero poco e altri che non farei altro.
Io leggo di tutto, ma ci sono periodi in cui nessun libro sembra adatto o che mi ispira o che mi faccia venire voglia di rileggerlo e quindi lascio perdere.
Poi succede qualcosa, qualcosa che mi fa riprendere in mano il mio ebook dal quale non mi staccherei più.
Di solito è un libro che mi incuriosisce o che mi viene consigliato, comincio a leggerlo e ritrovo il gusto di immergermi nel suo mondo, poi quand'è finito ne comincio subito un altro e così via...
Quest'ultima volta la scintilla della lettura è stata riaccesa da quella fiera del libro a cui ho partecipato qualche settimana fa, insieme a degli amici abbiamo parlato di alcuni libri che, una volta a casa, sono andato a comprare immediatamente (evviva internet).
Preso dall'entusiasmo dimostrato dai miei amici che conoscono direttamente gli autori e dall'esperienza di aver parlato con l'editore, mi sono voluto lanciare nella lettura di questi libri di autori italiani per me erano sconosciuti me ne sono comprati ben 10!
E subito ho cominciato a leggere!
Sono passate 3 settimane e in questo periodo li ho letti tutti!
Ok, non sono libri lunghissimi, ma come dicevo quando mi prende la fregola della lettura sono uno via l'altro...
Ho letto due trilogie fantasy, un libro giallo fuori dalle righe, un postapocalittico, un fantasy storico e uno sui vampiri...
E credo che questo periodo di "fregola letteraria" non finirà tanto presto...
Poi ci saranno altri periodi di chiusura del libro, ma ogni tanto ci sta pure...
domenica 21 ottobre 2018
Il social-orso
Vorrei essere più social...
Vorrei avere più contatti, condividere più cose, conoscere più gente, mantenere più rapporti, socializzare di più...
E non parlo solo di social network, parlo anche, e soprattutto, della vita reale!
Ma ogni volta che ci provo mi rendo conto che sono davvero un orso...
Conosco gente, non ho problemi a socializzare, quando si è in compagnia ho proprio la faccia di tolla e attacco bottone con chiunque.
Ma quando entra in ballo l'interesse professionale, il mettersi in gioco, il proporsi per qualcosa, chissà perché è come se mi spegnessi.
Credo di non essere capace di "promuovermi" come si deve, chissà a cos'è dovuto...
Quando devo farmi avanti per me stesso faccio sempre fatica.
Sarà colpa di quella timidezza che ho sempre in sottofondo, o di quella paura di fare brutta figura o di ricevere un rifiuto, o di quel latente senso di insicurezza che mi rende preoccupato dei giudizi degli altri...
Non so nemmeno contare tutte le volte che mi sono lasciato sfuggire la possibilità di fare qualcosa o conoscere qualcuno solo perché al momento di presentarmi o presentare le mie idee o i miei progetti mi sono dileguato e tirato indietro.
Ho sempre paura di disturbare, di essere invadente, di non avere nulla di abbastanza valido per essere preso sul serio, di sentirmi deriso e rifiutato, di passare per il rompiballe di turno...
Ma stavolta ho deciso, voglio cambiare questo aspetto del mio carattere!
Non è la prima volta che mi metto in ballo per un'operazione del genere, ho smussato e scolpito il mio carattere per poter essere quello che voglio essere, è sempre un lavoro difficile, a volte anche difficilissimo, ma quando mi sono impuntato ho sempre raggiunto il mio scopo.
E stavolta voglio lavorare su quest'altro "difetto".
Sarà lungo e difficile, perché credo sia radicato proprio nel profondo del mio essere, ma devo riuscire a estirparlo e superare questo "blocco".
Lo devo a me stesso!
Vorrei avere più contatti, condividere più cose, conoscere più gente, mantenere più rapporti, socializzare di più...
E non parlo solo di social network, parlo anche, e soprattutto, della vita reale!
Ma ogni volta che ci provo mi rendo conto che sono davvero un orso...
Conosco gente, non ho problemi a socializzare, quando si è in compagnia ho proprio la faccia di tolla e attacco bottone con chiunque.
Ma quando entra in ballo l'interesse professionale, il mettersi in gioco, il proporsi per qualcosa, chissà perché è come se mi spegnessi.
Credo di non essere capace di "promuovermi" come si deve, chissà a cos'è dovuto...
Quando devo farmi avanti per me stesso faccio sempre fatica.
Sarà colpa di quella timidezza che ho sempre in sottofondo, o di quella paura di fare brutta figura o di ricevere un rifiuto, o di quel latente senso di insicurezza che mi rende preoccupato dei giudizi degli altri...
Non so nemmeno contare tutte le volte che mi sono lasciato sfuggire la possibilità di fare qualcosa o conoscere qualcuno solo perché al momento di presentarmi o presentare le mie idee o i miei progetti mi sono dileguato e tirato indietro.
Ho sempre paura di disturbare, di essere invadente, di non avere nulla di abbastanza valido per essere preso sul serio, di sentirmi deriso e rifiutato, di passare per il rompiballe di turno...
Ma stavolta ho deciso, voglio cambiare questo aspetto del mio carattere!
Non è la prima volta che mi metto in ballo per un'operazione del genere, ho smussato e scolpito il mio carattere per poter essere quello che voglio essere, è sempre un lavoro difficile, a volte anche difficilissimo, ma quando mi sono impuntato ho sempre raggiunto il mio scopo.
E stavolta voglio lavorare su quest'altro "difetto".
Sarà lungo e difficile, perché credo sia radicato proprio nel profondo del mio essere, ma devo riuscire a estirparlo e superare questo "blocco".
Lo devo a me stesso!
lunedì 8 ottobre 2018
Alla ricerca di.... tutto
In questi giorni mi sono cimentato in ricerche su internet come non avevo mai fatto per vedere cosa c'è sul mercato per uno come me in cerca di lavoro, ma diciamocelo... è davvero una ricerca noiosa e frustante, per quanto necessaria...
Allora, tanto per alleggerire un po' la situazione, ho intervallato la ricerca di lavoro con altre cose che mi stimolano di più.
Per prima cosa ho cercato un corso di JAVA, un linguaggio di programmazione che è richiesto nella maggior parte di offerte di lavoro nell'informatica, e ho cominciato a studiare...
Sì, davvero, sto studiando più di quello che ho studiato in tutti i miei anni di scuola (che sono tanti...), ma l'argomento è interessante e soprattutto potrebbe risultare utile!
E imparare qualcosa di nuovo è sempre stimolante!
Ma anche da questo è necessaria una pausa ogni tanto, quindi ho rivolto la mia attenzione alla ricerca di concorsi letterari per "scrittori in erba". So che è pretenzioso, ma l'aver mandato un mio racconto a partecipare a un concorso, anche se l'esito potrebbe essere deludente, lo saprò solo a novembre, mi ha fatto venire voglia di ampliare l'argomento.
Ho scoperto che ci sono concorsi letterari di tutti i tipi e di tutti i generi: di poesia, di narrativa, per racconti, per romanzi...
Ne ho trovato uno che ha catturato la mia attenzione, richiedono un romanzo di genere Giallo, Thriller o Noir, e la cosa mi ha stuzzicato l'estro creativo, soprattutto perché sono generi che sono decisamente fuori dal mio "stile di vita".
Io leggo libri di tutti i generi, ma da lì a scriverne direi che ce ne passa parecchio, figuriamoci poi con ambientazioni e intrecci che implicano questi generi.
Nonostante questo l'altro giorno ho buttato giù una paginetta di quello che mi veniva in mente per cominciare una storia di questo genere, ed è uscita una cosa che mi ha lasciato a bocca aperta.
Mentre lo scrivevo era come se le dita si muovessero da sole sulla tastiera prendendo ordini direttamente da chissà quale parte del mio cervello.
E il mio pensiero era "ma da dove sto tirando fuori 'sta roba?"
Poi l'ho riletto e mi sono fatto paura da solo... Era un pezzo lugubre, inquietante, morboso... insomma... esattamente il contrario di quello che sono io... ma davvero appassionante, e volevo sapere cosa c'era dopo... ma non l'avevo ancora scritto...
Ora la storia sta proseguendo, le pagine sono diventate 4 e sta cominciando a delinearsi la storia... e non vedo l'ora di vedere dove andrà a parare...
Quando scrivo è come se leggessi il libro di un altro, mi appassiono a leggere quello che esce dalla mia testa quasi a mia insaputa...
Per il concorso si vedrà, ma intanto mi sto divertendo un sacco a scrivere e a restare sorpreso da quello che scrivo!
giovedì 27 settembre 2018
My first lesson

Ebbene sì, dopo tante indecisioni e tante scuse per rimandare oggi ho avuto la mia prima lezione di inglese personalizzata, a domicilio, gratuita e tenuta da un insegnante superprofessionista (l'insegnante è Giuseppe e quello che ho scritto è tutto vero... non solo un modo per ingraziarmelo...).
La prima lezione è stata al livello decisamente basso... molto basso... al livello di "the pen is on the table"... anche meno... e in alcune parti ho avuto comunque da pensarci e ci sono state delle cose che devo memorizzare perché non le ricordo mai e faccio confusione...
Il mio inglese è decisamente a quel livello...
Conosco un sacco di termini e parole, e il mio vocabolario credo che sia abbastanza ampio... finché si tratta di leggerle, ma quando si tratta di pronunciarle o di capirle quando le dice qualcun altro o di comporre una frase di senso compiuto senza strafalcioni grammaticali, le cose si fanno decisamente più ostiche...
Perché già... quando le uniche cose che sai di inglese le hai imparate leggendo manuali di giochi di ruolo o manuali di informatica o giochi per il computer non è che sviluppi chissà quanto la conversazione o l'ascolto...
Quindi adesso a Giuseppe tocca l'ingrato compito di guidarmi in questo ostico percorso che abbiamo deciso di intraprendere...
Ma stavolta sono motivato a fare le cose per bene!
Devo arrivare finalmente a poter dire di capire l'inglese... anche perché, dopo aver fatto il curriculum e dato una piccola sbirciata nelle offerte di lavoro, mi sono davvero reso conto che è necessario...
venerdì 21 settembre 2018
Memoria e distrazione
Memoria e attenzione sono due cose che spesso vanno a braccetto, se uno è distratto probabile che poi non si ricordi le cose, se invece uno le cose vuole ricordarsele è meglio che stia attento...
Ma non è che sia proprio sempre così...
Alcune persone quando le parli sembra che pendano dalle tue labbra, poi se dopo un'ora le chiedi qualcosa riguardo a quello che vi siete detti prima cascano dal pero...
Altri per ricordarsi anche solo che devono alzarsi la mattina devono segnarselo sul calendario...
C'è chi si segna le cose col proverbiale nodo sul fazzoletto e poi si dimentica per cosa aveva fatto il nodo...
Io devo dire che le cose tendo a ricordarmele... a parte i nomi delle persone... per ricordare quelli faccio sempre una gran fatica...
Quando qualcuno mi parla difficilmente mi dimentico quello che ha detto, infatti spesso quando parlo con una persona mi capita di dirgli "si, lo so, me l'avevi già detto..."
Oppure mi ritrovo a partecipare a delle conversazioni e la mia attenzione è rivolta altrove, ma quando qualcuno dice qualcosa e io riprendo il discorso c'è sempre sorpresa "ma come... sembrava che non stessi ascoltando..."
Sarà anche per quello che ai tempi della scuola, medie, superiori e in parte anche università ho sempre studiato pochissimo, il mio cervello stava attento alle lezioni anche quando io ero distratto da altro...
Spesso mi meraviglio da solo delle cose che mi sono rimaste in testa dai tempi della scuola, oppure alcuni frammenti di conversazione avvenuti tempo fa che riemergono, o ricordi più o meno nitidi dell'infanzia, o brani e trame di libri che ho letto secoli fa, poesie imparate a scuola....
Una volta sono andato a visitare una casa museo dove il proprietario stesso ci ha fatto da guida. Giravamo nelle varie stanze e lui raccontava la rava e la fava di ogni particolare della casa, io mi guardavo intorno, osservavo di qua e di là, e raramente lo guardavo in faccia... e infatti lui era un po' infastidito da questo e si rivolgeva direttamente a Giuseppe (il mio socio... anzi ormai ex-socio.... con cui stavo facendo quella visita), che lo ascoltava con interesse decisamente più palese del mio.
Fatto sta che a un certo punto gli ho fatto una domanda su una cosa che stava dicendo e lui ci è rimasto di stucco... com'era possibile che io, che sembrava avessi la testa dovunque meno che lì, facessi quella domanda che era pure pertinente?
Ha guardato Giuseppe come per chiedere spiegazioni... e lui candidamente ha risposto: "non ci faccia caso, lui fa così, sembra perso nei suoi pensieri e distratto ma è sempre attento..." dopo di che anche la guida ha smesso di tirarmi occhiatacce...
martedì 28 agosto 2018
Consigli al vento
Com'è facile dare consigli!
Quando qualcuno mi chiede un parere su qualche acciacco o qualche incriccatura o qualche dolore muscolare sono sempre disponibile a dare consigli, proporre rimedi o a intervenire con un massaggio mirato.
Non sono un medico né un fisioterapista, ma cercare di dare sollievo, attutire dolori e rilassare la muscolatura e la mente è il mio lavoro!
E' così, ci sono mestieri che automaticamente scatenano nelle persone il bisogno di chiedere un parere...
Anche quando lavoravo nell'informatica funzionava così, se saltava fuori qual'era il mio lavoro, scattava subito la domanda "il mio computer fa così o cosà... cosa posso fare?"
E io non ho mai negato a nessuno il mio parere professionale.
Poi capita che il problema ce l'ho io... e lì le cose cambiano...
Ammettiamolo, è più facile dare consigli che seguirli... anche se i consigli sono i miei...
Io è due mesi che mi tiro dietro un'infiammazione a un gomito, se qualcuno venisse da me con questo problema gli consiglierei di fare dei massaggi specifici, di metterci sopra qualche unguento, magari di mettere una gomitiera ogni tanto, gli farei vedere una tecnica di automassaggio e soprattutto gli consiglierei di non sforzare il braccio, evitare per quanto possibile di sollevare pesi, di tenere una postura corretta quando lavora....
Tutti consigli utilissimi, che quando li dai la gente pende dalle tue labbra e quando li riincontri ti ringraziano come se li avessi miracolati e ti dicono che è molto migliorato!
Quindi gli stessi consigli li ho dati anche a me stesso... ma chissà com'è per me non funzionano... forse perché non li seguo così bene come fanno quelli a cui danno beneficio...
Ok, quando rientrerò dalle ferie mi farò massaggiare dal mio socio... intanto mi automassaggio un po' e ci metto l'arnica... quando mi ricordo...
E lo tengo a riposo, promesso, ma prima devo sbaraccare la cantina, smontare quel mobile e spostare quelle cose pesantissime da un'altra parte...
E poi ho organizzato di andare a fare il percorso avventura con mia sorella...
E poi andiamo a fare rafting tutti assieme...
E se sono coi nipotini mica evito di prenderli in braccio e giocare con loro solo per un po' di male al gomito...
E se la mamma ha bisogno di una mano per mettere in ordine il solaio o se mio fratello deve spostare tavoli e sedie da un'altra parte, o se devo portare le borse della spesa...
E poi non posso mica evitare di massaggiare i miei clienti...
Insomma... gira e rigira il consiglio più importante che è quello del riposo va un po' a farsi benedire... e il mio gomito resta dolorante...
Probabilmente i detti "il calzolaio gira con le scarpe rotte"e "il medico è il peggior paziente" un fondo di verità ce l'hanno...
Quando qualcuno mi chiede un parere su qualche acciacco o qualche incriccatura o qualche dolore muscolare sono sempre disponibile a dare consigli, proporre rimedi o a intervenire con un massaggio mirato.
Non sono un medico né un fisioterapista, ma cercare di dare sollievo, attutire dolori e rilassare la muscolatura e la mente è il mio lavoro!
E' così, ci sono mestieri che automaticamente scatenano nelle persone il bisogno di chiedere un parere...
Anche quando lavoravo nell'informatica funzionava così, se saltava fuori qual'era il mio lavoro, scattava subito la domanda "il mio computer fa così o cosà... cosa posso fare?"
E io non ho mai negato a nessuno il mio parere professionale.
Poi capita che il problema ce l'ho io... e lì le cose cambiano...
Ammettiamolo, è più facile dare consigli che seguirli... anche se i consigli sono i miei...
Io è due mesi che mi tiro dietro un'infiammazione a un gomito, se qualcuno venisse da me con questo problema gli consiglierei di fare dei massaggi specifici, di metterci sopra qualche unguento, magari di mettere una gomitiera ogni tanto, gli farei vedere una tecnica di automassaggio e soprattutto gli consiglierei di non sforzare il braccio, evitare per quanto possibile di sollevare pesi, di tenere una postura corretta quando lavora....
Tutti consigli utilissimi, che quando li dai la gente pende dalle tue labbra e quando li riincontri ti ringraziano come se li avessi miracolati e ti dicono che è molto migliorato!
Quindi gli stessi consigli li ho dati anche a me stesso... ma chissà com'è per me non funzionano... forse perché non li seguo così bene come fanno quelli a cui danno beneficio...
Ok, quando rientrerò dalle ferie mi farò massaggiare dal mio socio... intanto mi automassaggio un po' e ci metto l'arnica... quando mi ricordo...
E lo tengo a riposo, promesso, ma prima devo sbaraccare la cantina, smontare quel mobile e spostare quelle cose pesantissime da un'altra parte...
E poi ho organizzato di andare a fare il percorso avventura con mia sorella...
E poi andiamo a fare rafting tutti assieme...
E se sono coi nipotini mica evito di prenderli in braccio e giocare con loro solo per un po' di male al gomito...
E se la mamma ha bisogno di una mano per mettere in ordine il solaio o se mio fratello deve spostare tavoli e sedie da un'altra parte, o se devo portare le borse della spesa...
E poi non posso mica evitare di massaggiare i miei clienti...
Insomma... gira e rigira il consiglio più importante che è quello del riposo va un po' a farsi benedire... e il mio gomito resta dolorante...
Probabilmente i detti "il calzolaio gira con le scarpe rotte"e "il medico è il peggior paziente" un fondo di verità ce l'hanno...
sabato 25 agosto 2018
Fritto o non fritto?

Ok, è vero, bisognerebbe mangiare leggero, con pochi grassi, senza condimenti.... ma come si fa a dire di no a una bella cotoletta?
Certo, il petto di pollo lo si può cucinare in tanti modi, col limone, ai ferri, con salsa di soia ecc... ma una bella panatura con uovo e pangrattato è insuperabile!
Oggi mia mamma ha fatto le cotolette di pollo, e il commento è stato "impanata è buona qualsiasi cosa..."
Chissà com'è, ma qualsiasi cosa con un po' di pastella e buttata nell'olio bollente diventa una golosità "peccaminosa"... I fiori di zucca, le fette di zucchina o melanzana, le patate, i frutti di mare...
E' come quando si fanno le polpette... che siano si carne, di pesce o di verdura alla fatidica domanda "fritte o al forno" d'impulso tutti diciamo fritte!
Poi magari cambiamo idea e per evitare l'odore di fritto in casa o per uno scrupolo di coscienza optiamo per il forno, ma l'attrattiva del fritto è sempre irresistibile...
Il mio rapporto col friggere è abbastanza controverso...
Sarà che io non sono un esperto "friggitore", ma dopo aver fritto anche solo 2 fette di zucchina mi ritrovo col piano di cottura tutto unto, il muro dietro il fornello tutto annaffiato di schizzi d'olio, la cucina satura di odore di fritto, il piano della cucina ricoperto di gocce di pastella, pile di piatti, piattini e posate unte che riempiono il lavello...
Insomma... un disastro...
E per fortuna!
Il dover rassettare tutta la cucina dopo aver fritto è un ottimo deterrente alla voglia di fritto...
Il tempo che ci metto a sistemare la cucina dopo aver fritto qualcosa per 5 minuti è tanto quanto ne impiego per rassettare dopo aver cucinato tutto il pomeriggio e avere pronti una torta, un arrosto, una teglia di lasagne... quindi di solito opto per quest'ultima opzione...
venerdì 24 agosto 2018
Scartoffie
Una delle cose più odiate da tutti credo siano le scartoffie burocratiche.
Tutti riceviamo risme di carta da enti, banche, fornitori di servizi...
Finché arrivano le comunicazioni standard uno se ne fa una ragione come per le bollette...
La cosa bella è quando arrivano comunicazioni un po' fuori dall'ordinario; lì le reazioni sono più variegate.
C'è chi apre la busta e comincia a sfogliare tutti i fogli cercando di capire di cosa si tratta leggendo solo una parola qui una là, perché leggere tutto è peggio che una delle fatiche di Ercole, e poi decide che ha capito benissimo di cosa si tratta...
Chi invece appena vede la busta nella cassetta delle lettere comincia a sudare e a chiedersi cosa sarà successo, che cosa vorranno da lui, quanto ci sarà da pagare, come può fare a risolvere la cosa... poi magari trova il coraggio di leggere le carte e va nel panico perché non capisce cosa deve fare e anche se lo capisce non è mai sicuro se davvero era quello che doveva fare o se magari era qualcos'altro...
Poi c'è chi prende le carte, legge la prima riga (forse) e, a prescindere da quello che ha letto, decide che non l'ha capito e la mette da parte insieme al mucchio di altre lettere simili per poi farle vedere a qualcuno che ci capisca qualcosa.
Oppure c'è quello che si mette di buzzo buono e legge tutto quello che c'è scritto parola per parola stando attento a tutto quello che legge per capire di preciso cosa vuole comunicare la missiva.
E quello che prende la busta e la mette religiosamente nella cassetta di "carte per il commercialista" senza nemmeno guardarla.
Infine c'è quello che, dopo aver letto la prima riga e controllato che non ci sia un bollettino da pagare, la mette lì e si dimentica di averla ricevuta finché, se quella comunicazione diventa importante o scade, si ricorda che "forse sì, avevo ricevuto qualcosa del genere... dovrei averla messa là dentro... o là sotto..."
Io da parte mia ho un approccio abbastanza amichevole con la burocrazia.
Non dico che mi piace, non esageriamo, ma quando c'è da scartabellare, compilare o seguire delle pratiche mi metto lì e senza tante cerimonie leggo le cose, le metto in ordine cerco di interpretarle e di smistare le cose utili o da fare da quelle inutili e soltanto informative.
Sarà che fin da piccolo vedevo mio papà immerso nelle scartoffie della gestione della cooperativa o della denuncia dei redditi di mezzo paese e la cosa mi ha sempre in un certo qual modo affascinato, fatto sta che ora sono diventato io il referente per qualsiasi scartoffia "anomala" che arriva ai componenti della mia famiglia... tutti piuttosto refrattari alla burocrazia...
Poi adesso è più semplice di qualche tempo fa, ormai molte delle pratiche si possono fare via internet o via telefono senza dover fare troppe code in giro per uffici amministrativi... ok, non sempre, ma fortunatamente le pratiche che richiedono le code chilometriche sono sempre meno...
Quindi sì, lo ammetto, le scartoffie non mi fanno paura!
mercoledì 22 agosto 2018
Una presenza indesiderata
A volte vorrei poter essere, fare o avere qualcosa che non sono, non faccio, non ho...
Il problema è che questa cosa che vorrei non so nemmeno io cos'è...
Non è il voler essere diverso da come sono, se fosse così cercherei di cambiare...
Non è nemmeno il voler fare di più o di diverso, in questo caso mi applicherei per poterlo fare...
E non è neppure il desiderio di avere qualcosa che mi manca, quello me lo comprerei...
E' più una sensazione, una specie di presenza inafferrabile che ogni tanto si affaccia alla soglia della mente e che resta lì seminascosta.
Non riesco a identificarla e nemmeno a darle un nome, ma è lì, che mi osserva, che vuole che io sappia che c'è ma non vuole che sappia chi è.
A volte pende le sembianze dell'insoddisfazione, a volte dell'impazienza, a volte del dubbio o dell'insicurezza... ma quando mi avvicino a lei per capirne le cause lei sparisce o cambia aspetto...
In questo periodo lo associo alla smania che di chiudere un capitolo della vita contrastato dalle inevitabili tempistiche tecniche... che mi rende decisamente impaziente...
Questa sensazione è lì, sempre, ma per la maggior parte del tempo se ne sta tranquilla e non mi accorgo nemmeno che c'è, salta fuori solo in alcune occasioni.
Se capita che non ho niente da fare o da pensare o che da fare e da pensare ne avrei ma cerco di rimandare azioni e pensieri, ecco che lei salta fuori, si affaccia a tutte le finestre della mia mente e mi sbeffeggia nel suo modo subdolo, silenzioso e inafferrabile.
E' tremenda, odiosa, fa innervosire, ma in un certo qual modo credo sia pure utile...
Credo sia una specie di sistema che ha adottato il mio cervello per tenermi allerta, per evitare che mi sieda sugli allori e smetta di lavorare, di cercare nuovi stimoli, di essere me stesso... uno sprone a non imbruttirmi nella noia o nell'apatia...
Lei compare quando sono debole per infierire su di me, quando sono a terra per passarmi la pala con cui scavarmi una buca e cadere ancora più in basso, quando sono nervoso per stuzzicarmi e farmi andare fuori di testa, quando sono apatico per rendermi più comodo il giaciglio in cui vegeto....
E' una presenza scomoda, subdola, allettante, odiosa... Ma suscita sempre una reazione!
Quando la si riesce a vedere non si può fare a meno di contrastarla e questo è il miglior stimolo che si può avere per reagire!
Credo che potrei chiamarla una mia "forza interiore" che agisce sempre nel modo peggiore per farmi reagire nel modo migliore...
Perciò sì, la odio, la detesto, quando la vedo ne farei a meno... ma è come le medicine, odiose, ma necessarie per guarire...
lunedì 6 agosto 2018
Uno di tutto

"Uno di tutto per favore"
Vi è mai capitato di desiderare di dire questa frase al commesso di un negozio?
A me sì!
Stamattina, indeciso su cosa fare e con nessuna voglia di stare in casa né di sciogliermi al sole in giro né di rifugiarmi per l'ennesima volta in cantina sono partito col bus in "pellegrinaggio" verso i santuari del brico e dell'arredocasa!
Al megabrico non c'ero ancora stato, l'hanno aperto da non molto, e appena entrato ho avuto davvero l'impulso di comprare uno di tutto quello che c'era lì!
Cacciaviti e martelli, spatole e trapani, avvitatori e levigatrici, seghetti e pennelli, viti e chiodi e bulloni, scaffali e mensole e scatole portaattrezzi, interruttori e cerniere, lampadari e piastrelle, cavi e tubi, pitture e stucchi, vasi e piante e terricci...
Insomma su qualunque cosa posassi gli occhi trovavo il modo in cui l'avrei potuto usare, quando e dove... e l'irrefrenabile pensiero "mi serve proprio, come faccio senza?" seguito poco dopo da un altro "ma dai... pensandoci bene quando lo userei?" oppure "bello, sì, lo voglio... ma dove lo metto?" o anche "Forse ne ho già anche in giro uno che non ho mai usato..."
Quando faccio così sembro un personaggio dei cartoni animati con l'angioletto e il diavoletto sulle spalle...
Insomma alla fine la triste constatazione che di tutto quello che vedo in giro quello che mi servirebbe ce l'ho già e quello che non ho non mi serve o non ho lo spazio in cui metterlo...
Quindi gironzolo e gironzolo sbavando sulle cose per poi proseguire allo scaffale successivo, anche perché so benissimo che ho già più o meno qualunque cosa mi possa servire per l'ordinaria manutenzione e buona parte di quello che serve per la manutenzione straordinaria... e che quando mi capiterà di fare lavori extra (come quando ho aperto il centro massaggi) mi serviranno un sacco di cose, ma di sicuro non quello che comprerei adesso a caso...
Quindi gira e rigira, mi sono trovato all'area "garden" dove una tavolata enorme di piantine grasse mi ammiccava con gli occhietti dolci "comprami.... comprami...."... ma ho già parlato del mio pollice nero... quindi ho fatto un favore alle piantine e le ho lasciate lì...
Insomma morale della favola dal prendo uno di tutto mi sono trovato a uscire senza nemmeno una vite...
Poi di fuori nel cortile ho visto le biciclette! "potrei prenderla, è già un po' che ci penso..." "Si, prendila... ma la sai la strada per tornare a casa da qui in bici? e poi con sto caldo?"... ok, la bici è restata là...
Allora per compensare visita al tempio delle cose indispensabili per la casa!!!
Forse per la prima volta ho girato dovunque, con tutta calma, senza nessuno che sbuffa o che ha fretta di andarsene... ma cacchio neanche qui non mi serve niente!!!!
Tanto per non uscire vuoto ho chiesto al parentado se gli serviva qualcosa... così sono almeno uscito con una borsa di bavagline per i nipotini...
Ah no... qualcosa ho preso anche per me...
Uno scuppino da gelato, una spatolina di gomma, un pennello da dolci, una spazzola per i piatti ("quelli che ho sono più o meno rotti...") e una pinza per cucinare ("questa non ce l'ho mai avuta e dev'essere utilisssssima")... insomma.. il minimo sindacale...
E ho evitato il negozio di elettrodomestici e casalinghi... se no sarebbe stato un altro momento di conflitto desiderio/razionalità...
Fortuna che la maggior parte delle volte la razionalità ha la meglio...
sabato 4 agosto 2018
Il collezionista

Un'altra delle cose che mi appassiona è il collezionismo.
Mi è sempre piaciuto collezionare le cose, quand'ero piccolo collezionavo i francobolli, e quando mio papà ha visto che ci tenevo e mi piaceva mi ha "affidato" anche la sua collezione.
Le figurine mi piacevano, ma, forse perché già allora non ero particolarmente appassionato di calcio, non mi ci sono mai appassionato per collezionarle.
Poi c'è stato il periodo delle cartoline, ma è durato davvero poco...
Ma il culmine della febbre da collezionismo è stato nel periodo dell'università...
E' stato in quel periodo che mi sono fatto prendere dalla passione per i fumetti... ed è stato l'inizio di una passione di cui ancora adesso conservo un ricordo tangibile... una quantità di fumetti accatastati nell'armadio...
Il tutto cominciò con Nathan Never. Ho cominciato a leggerlo dal numero 30 o giù di lì, e non ho resistito all'impulso di comprarmi anche gli arretrati per avere la serie completa...
Poi è arrivata la "sbandata" per i fumetti giapponesi! Pile e pile di fumetti di ogni genere e dei quali spesso avevo già visto anche i cartoni animati: Kenshiro, Lamù, Arale, I cavalieri dello zodiaco, Dragonball....
Poi c'è stata la "mania" (e credo di non esagerare definendola così) delle carte collezionabili... Carte che erano una via di mezzo fra le figurine e le carte da gioco. Si compravano le buste come per le figurine alla ricerca delle carte più rare, ma visto queste carte venivano usate anche per giocare c'era anche la ricerca delle carte più "potenti". E lì è cominciato il mio periodo "celo celo manca" quando ci si incontrava e si scorrevano i mazzi delle "doppie" degli amici per fare scambi e completare le collezioni. Ricordo ancora quando aprendo una busta mi trovai di fronte il drago più raro della collezione... sembrerà ridicolo, ma è stato davvero un'emozione!
Conservo ancora le collezioni, ma le scatole piene di carte insieme a qualche fumetto e a qualche altra carabattola dei tempi dell'università sono finite nel solaio di mia mamma , che ogni tanto ancora mi dice che glie ne saltano fuori dappertutto ogni volta che sposta qualcosa in solaio...
Col periodo universitario sono finite anche le fregole da collezionista, ma ho cominciato a voler collezionare souvenir dei viaggi da esporre nella vetrinetta in casa... ma la vetrinetta si è riempita in fretta e anche la caccia ai souvenir ha perso gusto...
Ora ho smesso di accumulare "collezioni", come per quasi tutte le altre cose a un certo punto mi prende la noia e devo cambiare interesse...
Perciò ora mi limito a collezionare pokemon col cellulare... lo so che forse dovrei vergognarmene un po', ma alla fine chissenefrega se è una cosa infantile... è gratis, mi diverte e non occupa spazio in casa... tutte qualità che difficilmente si trovano in una qualsiasi altra collezione...
Perciò ora mi limito a collezionare pokemon col cellulare... lo so che forse dovrei vergognarmene un po', ma alla fine chissenefrega se è una cosa infantile... è gratis, mi diverte e non occupa spazio in casa... tutte qualità che difficilmente si trovano in una qualsiasi altra collezione...
venerdì 3 agosto 2018
Stasera in TV

Del resto non è che ci siano poi così tante altre opzioni...
Un miliardo di canali televisivi e nulla da guardare...
Magari sono io che non sono mai contento...
I programmi di dibattito li detesto: gente che sta lì solo a sputare sentenze, a litigare, a polemizzare o a strumentalizzare qualunque cosa
I reality show... no comment... ne compare uno nuovo ogni giorno, quello che ha la casa piena di roba, quello che è grasso, quello che si fa fare interventi chirurgici, quelli che si sposano... quelli nudi nella foresta, quelli chiusi nella casa a spettegolarsi addosso, quelli relegati sull'isola.... quando vedo anche solo qualche istante di questi programmi mentre faccio zapping mi sento calare il quoziente intellettivo...
Lo sport non mi interessa, a parte magari in occasione di qualche evento importante tipo le olimpiadi, ma anche lì a piccole dosi... quest'anno quasi quasi non sapevo nemmeno come sono finiti i mondiali di calcio...
I varietà non mi piacciono, né quelli che dovrebbero divertire con musica, balli, interviste, competizioni, né quelli che dovrebbero commuovere facendo rincontrare persone che non si vedono da 200 anni o mettendo in piazza le miserie della gente.
Da un po' spopolano i programmi di cucina, e ammetto che un po' di tempo fa spesso mi fermavo a guardarli, così per vedere se mi davano qualche nuova idea culinaria, ma quante volte ho fatto un piatto che ho visto fare in questi programmi? Nessuna... e adesso mi hanno rotto un po' le scatole anche quelli...
Se non altro ora ci sono un sacco di canali che fanno film... ma quante volte capita un film interessante? Ovvio, quando ce ne sono almeno altri 3 su altrettanti canali... Se no ci troviamo sempre di fronte alla scelta fra film già visti 200 volte o che non si vorrebbero mai vedere...
Una volta (non tanto tempo fa lo ammetto) almeno mi perdevo via a guardare cartoni animati, ma adesso anche sui canali dedicati solo ai cartoni non fanno altro che l'equivalente delle sit-com ma coi protagonisti adolescenti, o cartoni davvero scemi.
Per fortuna ci sono le serie televisive!
Una marea di canali tematici dedicati interamente a serie poliziesche... Che alla fine dopo che ne hai viste un po' perdono decisamente fascino...
Ma quelle che preferisco sono le serie che definiscono medical-drama storie più o meno incredibili di casi clinici che fanno da sfondo alle più assurde tresche fra i medici protagonisti...
E qui mi fermo... nel senso che quando con lo zapping mi ritrovo davanti a qualcuna di queste serie di di solito mi fermo lì... con buona pace di tutti gli altri palinsesti...
lunedì 30 luglio 2018
Altezze da brivido
Sono decisamente un tipo terraterra!
Non solo in senso metaforico, ma anche in senso letterale: soffro spaventosamente di vertigini!
E' una sensazione che chi non la prova non la può capire, ed è anche difficile da spiegare.
E' come se a un certo punto il terreno in basso fosse troppo lontano ma allo stesso tempo troppo facile da raggiungere...
Come se il cervello andasse in tilt e ti impedisse di registrare quello che vedi giù facendoti vedere solo che è alto e ti desse l'ordine tassativo di allontanarti...
Io abito al 4 piano, obiettivamente non è tantissimo, ma state pur tranquilli che io non mi affaccio al muretto del mio terrazzo...
Il problema nasce quando c'è da salire su qualche torre o monumento o campanile panoramico... io salgo, sempre (non posso mica perdermi il panorama!), ma poi quando arrivo su sto rasente al muro e il più lontano possibile dal parapetto anche se ci sono reti e protezioni... osservo il panorama lontano e do solo rapide sbirciatine in basso...
E poi la cosa peggiore è che soffro di vertigini anche per gli altri... lo so che è assurdo, ma quando vedo qualcuno sporgersi per osservare il giù e non il là, mi viene un brivido come se fossi io stesso ad essermi sporto... sarà empatia? O solo fifa?
Uno dei posti che mi ha fatto più patire per le vertigini è stato a Torino.
Nella Mole Antonelliana c'è il museo del cinema; nel bel mezzo del nulla c'è un ascensore tutto di vetro che sale nel vuoto e che ti porta dal solido pavimento del piano terra fino all'ultimo piano! E quando dico tutto di vetro intendo dire davvero tutto di vetro, anche il pavimento!
E' come salire senza nessun supporto, il pavimento che si allontana dai tuoi piedi, le pareti lontanissime che piano piano si avvicinano, il leggero sballonzolio tipico degli ascensori, la salita che ti schiaccia ancora di più sui piedi appoggiati al nulla...
Un'esperienza allucinante... aggravata da mia sorella che rideva come una scema vedendomi letteralmente terrorizzato nonostante cercassi di mascherarlo...
E poi ci sono cose che invece ho evitato di fare, come l'andare in mongolfiera quand'ero in Turchia: ho pensato che spendere tutti i soldi che costava per rischiare di ritrovarmi rannicchiato e tremante su un cesto instabile in mezzo a gente che si sporge dai bordi e senza possibilità di uscirne non era il caso...
Più o meno lo stesso ragionamento l'ho fatto a Londra prima di salire sul London Eye... avevo quasi le vertigini solo a guardare la ruota... figuriamoci a salirci...
Già che salire in alto non è la mia passione, almeno concedetemi che il posto in alto sia fermo e stabile...
sabato 28 luglio 2018
Letargo fuori stagione
L'estate è la stagione dove tutti sono svegli e attivi, la natura è al suo massimo splendore, le giornate sono lunghe e luminose....
E per me è il periodo del letargo... gli animali vanno in letargo a ottobre e si svegliano ad aprile... io ci andrei (diciamo che ci vado...) da giugno a settembre...
Avrei un sacco di cose che potrei fare, alcune che farei volentieri come una passeggiata al parco, un giro alla scoperta di nuovi angoli di Milano che non conosco, cucinare qualcosa di buono...
altre che dovrei fare e basta come le solite pulizie, il bucato, la cernita delle cose da tenere o da buttare in cantina, tagliare barba e capelli...
Ma alla fine non faccio né le une né le altre...
Il problema è che meno se ne fa meno si ha voglia di farne e una volta entrato nella spirale dello stravaccamento sul divano è finita...
Però posso dire che è colpa del caldo che mi toglie tutte le velleità di fare qualunque cosa...
Lo so che è una scusa bella e buona, ma almeno è una scusa...
Quando non c'è la scusa del caldo diventa difficile giustificare l'inattività e la pigrizia...
Oggi sono uscito, sono andato al centro, ho fatto il massaggio che avevo in programma, ho pranzato su una panchina davanti al politecnico come uno studente universitario, all'alba delle 2 ero a casa con l'idea di fare qualcosa di utile... ma la pigrizia ha vinto... se non altro sono riuscito a non imbruttirmi subito e ho completato la mia denuncia dei redditi (ci ho messo tipo 10 minuti) poi ho aperto la pagina del post ed è rimasta lì fino adesso in attesa di essere scritta...
Intanto mi sono sdraiato un momento, ho giocato col telefonino, ho gironzolato per casa senza meta, ho mangiato una fetta di torta... insomma l'inutilità totale... Poi ho almeno fatto la doccia per togliermi lo strato di sudore e di pigrizia di dosso e mi sono messo a scrivere...
E fra un po' non avrò più nemmeno la scusa del caldo, perché fuori è nuvoloso e c'è un bel venticello...
Quindi deciso: appena finito il post scendo a fare un po' di spesa, poi faccio un bell'inventario delle cose che ho nel congelatore da consumare prima di ferragosto e dello sbrinamento frigo.
Poi potrei fare una lavatrice e magari anche un po' di ordine, o addirittura tagliarmi i capelli...
O forse no... chissà... intanto oggi mi sembra già un successo aver fatto il post (certo... non uno dei più ispirati... ma va bene così...)... per il resto vedremo...
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