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sabato 10 ottobre 2020

A spasso per Milano

Stamattina per la prima volta sono stato a spasso per Milano coi miei nipotini!

A spasso ci siamo andati spesso, ma sempre a Gerola, dove anche se conoscono già ogni filo d'erba trovano comunque qualcosa che li sorprende o che li riempie di meraviglia, quindi vi lascio immaginare come erano esaltati ad andare in giro in un posto che non avevano ancora visto.

Prima tappa il castello Sforzesco con la fontana dove ci si poteva anche fare il bagno, le torri, i gatti, le palle di cannone che sembravano i troll di Frozen... un sacco di pietre su cui arrampicarsi anche se non si potrebbe, il ponte levatoio...

Seconda tappa l'acquario. Non siamo potuti entrare perchè era pieno, ma è bastata la fontanella coi pesci per renderla una visita degna di essere ricordata.

Terza tappa il parco col laghetto pieno di anatre dove abbiamo anche fatto il picnic seguito da un giretto al parco giochi. I giochi sono più o meno sempre quelli in tutti i parchi giochi, ma ci sono quelle piccole differenze che rendono ogni parco unico e sempre una nuova avventura.

Quarta tappa il Museo di Storia Naturale e qui fra dinosauri, insetti, uccelli, animali e quant'altro c'erano così tante cose da vedere che mi sa che non le abbiamo neanche viste tutte...

E poi finita la visita al museo ci siamo salutati e ognuno è tornato alla sua casa.

Era parecchio che non gironzolavo per Milano e sono stato davvero contento di aver avuto questa occasione per rifarlo!

E mi sono anche reso conto di quanto ci si stanca a riprendere questi giri dopo tanto tempo...

martedì 19 marzo 2019

Un evento eccezionale!


Stasera sono tornato dal lavoro, mi sono cambiato e messo in tenuta "da casa" con l'idea di una serata come solito, con una cenetta raffazzonata con qualche pezzo di cibo preso dal frigo e successivo spaparanzamento  sul divano...

Però quando sono entrato in cucina e ho aperto il frigo, forse ispirato dal fatto che è bello pieno, forse perché ho sentito il richiamo della confezione di carne trita e le verdure che sussurravano "cucinami... cucinami", mi sono messo a tirare fuori roba e a cucinare!

Ho tritato carote sedano e cipolla per fare il soffritto, le ho buttate in pentola insieme alla carne trita e così senza capire nemmeno quello che stavo facendo in quattro e quattrotto mi sono ritrovato col ragù che cuoceva in pentola... e il trito di verdure avanzato l'ho messo nella sua scatolina a strati (vedi post "Soffritto mon amour" di un annetto fa) e nel congelatore per usi futuri.

Intanto nel frigo sentivo un'altra vocina che mi chiamava, erano due tristi patate lesse che ho avanzato domenica.
Le patate lesse avanzate sono quella cosa che chissà come finiscono sempre nascoste in fondo al ripiano del frigo e restano lì finché tornano alla ribalta quando nel frigo non c'è più niente che le possa nascondere, ma allora è troppo tardi per mangiarle, ormai sono diventate marroni e tristissime.
Stasera invece le ho sentite annaspare là in fondo e le ho dato l'attenzione che si meritano.
tagliate a fette e ripassate in padella con un pochino di burro hanno perso la loro mollicciaggine da patata lessa da due giorni e sono diventate delle belle patate arrostite!

Poi c'era anche un pezzo di lonza di maiale che era lì scongelata e necessitava attenzione perciò ormai preso dal demone della cucina compulsiva, ho buttato in un pentolino anche quello, l'ho rosolato per bene e poi preso dal raptus l'ho cotto con birra e miele.

Ma non è finita qui! La cosa ancora più incredibile è che appena finito di mangiare il mio maiale con le patate (che ha il gusto amarognolo della birra mitigato da quello leggermente caramellato del miele) mi sono alzato da tavola, ho controllato come procedeva la cottura del ragù (che è ancora sul fuoco) e HO LAVATO TUTTI I PIATTI!

Sono stupefatto e incredibilmente soddisfatto di me!

Poi adesso mi sono seduto al computer per scrivere il post... e mi sa che dovrò fare uno sforzo per alzarmi da qui e andare a vedere come sta il ragù...

Ma tanto lui cuoce con calma... non è mai troppo cotto... e intanto io cerco di riprendermi dallo shock di questa serata anomala...

sabato 16 marzo 2019

Un evento goloso



Milano è la città degli eventi!

Ci sono eventi sempre, dovunque e di tutti i generi!

Ed è proprio questa una delle cose che secondo me è davvero impagabile in questa città, anche se poi ammetto che è ben raro che partecipo a qualcuno di questi eventi, sapere però che ci sono e che se volessi sono qui per parteciparvi mi fa sentire... "al centro del mondo"...

L'altro ieri mia sorella mi ha mandato l'ennesimo messaggio che raccontava di uno di questi eventi: "il tiramisù più lungo del mondo" che sarebbe stato fatto oggi pomeriggio a Citylife con tanto di distribuzione di porzioni di dolci a record superato...
Non è la prima volta che ci mandiamo messaggi del genere e che ci sorprendiamo di qualche evento, ma stavolta mi è partito l'estro del "sai che magari ci vado?"

Ieri poi è partito un nuovo estro e le ho detto "vieni anche tu?"...

Insomma dopo un po' di non so, forse, non so se riesco, stamattina abbiamo deciso di andarci insieme, lei ha preso il treno, ci siamo incontrati in stazione e via alla scoperta di questo particolarissimo evento!

300 metri di tiramisù, con cuochi e pasticceri interi ad assemblare i mattoncini di dolce come fossero muratori con tanto di cemento al mascarpone e sabbia al cacao.

Il culmine dell'evento sarebbe stata la distribuzione di migliaia di porzioni di dolce al pubblico presente...

Intanto che procedevano con l'assemblaggio del serpentone di savoiardi e crema per evitare la ressa di persone e la tentazione di allungare un dito nelle crema abbiamo fatto un giretto nel parco delle Tre Torri all'ombra dei nuovi grattacieli milanesi, una giornata assolata e arieggiata degna della miglior primavera, una scultura che non avevamo mai visto che sembra il portaaghi da maglia di un gigante e la tranquillità del parco che invitava a sdraiarsi sull'erba a fare una bella pennica al sole.

Poi siamo tornati sul luogo dell'evento pronti per la nostra porzione di dolce e abbiamo avuto una bella sorpresa... a parte che erano ancora all'opera i "muratori del dolce" si era formata una coda lunghissima che aspettava l'epilogo goloso...

Al che, visto che entrambi non siamo particolarmente inclini a restare in mezzo a una folla del genere abbiamo pensato che una porzione di tiramisù, pure quella del record, non valeva tutta quella coda e ci siamo allontanati senza tante cerimonie...

Insomma... un evento vissuto solo in parte ma che ci è piaciuto lo stesso...
Ci siamo divertiti, è stata una bella occasione non programmata per passare insieme un bel pomeriggio e abbiamo goduto della bella giornata e della reciproca compagnia!

Evviva le improvvisazioni!
E il tiramisù me lo preparerò domani a casa...

sabato 12 gennaio 2019

Fame da sabato sera


Oggi post itinerante... nel senso che lo sto scrivendo mentre vago per le vie di Padova alla ricerca di un posto per mangiare che non sia strapieno... e al sabato sera non è per niente una cosa facile...

Probabilmente ci saranno anche alcuni errori di stampa... ma provate voi a scrivere col telefonino mentre camminate, cercate un ristorante e evitate di andare addosso alle cose... e pure con le mani gelate...

E ovviamente gira e rigira si ritorna sempre sulle stesse atrade a questo punto in direzione dell'albergo per poi esserci più vicini...


E poi all'improvviso un posto che non semmbra pieno e che sembra faccia ottimi piatti! Entriamo, c'è posto purché liberiamo il tavolo entro 1 ora! Perfetto! Siamo seduti!
Buon appetito e  a domani!

venerdì 11 gennaio 2019

Un viaggio piovoso


Due anni fa... no, non due anni, ormai siamo nel 2019...
Tre anni fa a dicembre ho fatto il mio primo viaggio in Sicilia, se si esclude il viaggio nelle Eolie di parecchi anni fa.

Siamo partiti belli speranzosi di trovare una bella città e un clima più mite di quello di Milano, ma le nostre aspettative climatiche non sono state pienamente soddisfatte...

Oltre a Catania abbiamo visitato anche Siracusa e Taormina, e tutte e tre sono state davvero belle da vedere.

Catania con il suo barocco, Taormina col suo teatro romano, Siracusa con l'area archeologica, l'orecchio di Dioniso e la fonte Aretusa...

Peccato che come dicevo prima le condizioni climatiche non erano esattamente le più adatte per passeggiare...

Quello che mi è rimasto più impresso nella memoria di questo viaggio è stata la quantità indecente di pioggia che ci siamo presi! Mi è capitato altre volte di prendere l'acqua in viaggio, ma mai così tanta...

E' piovuto così tanto che anche l'ombrello era un oggetto quasi inutile, le strade erano letteralmente fiumi che scorrevano in città e il panorama era limitato al cielo nuvoloso... Non credo di essermi mai ritrovato bagnato e infreddolito come quella volta...

Girando per la città, anche nei momenti in cui spuntava il sole, ci siamo fermati a chiedere da dove si poteva vedere l'Etna e i catanesi quasi increduli ci dicevano "Ma si, andate sulla via e lo vedete da lì" ma non c'è stato nemmeno un momento di tregua e le nuvole lo hanno sempre nascosto alla nostra vista... L'abbiamo poi visto dall'aereo col suo cratere che spuntava sopra le nuvole...

La cosa che più ci ha lasciato senza parole è che una sera, vedendo le previsioni del tempo, ci siamo resi conto che su tutta l'Italia non c'era nemmeno un nuvolino, solo un ammasso nuvoloso sulla costa ionica della Sicilia... esattamente dove eravamo noi...

Ma fa niente, è stato bello lo stesso, magari però qualche volta ci torno col sole...

domenica 2 dicembre 2018

Un tranquillo weekend a Milano


Com'è andato il weekend?

Direi pieno...

Venerdì sera cena al giappo e sabato a teatro con degli amici, e in giro per Milano con mia sorella sabato e domenica...

E' stato bello, ci siamo divertiti... tutto comincia sabato mattina con l'arrivo di mia sorella inviperita per il ritardo del treno di 20 minuti, poi prosegue con la rottura della cerniera della sua borsa per proseguire con la visita all' Artigiano in Fiera dove oltre a non aver trovato una borsa di ricambio non abbiamo trovato nemmeno quello che cercavamo per i regali di natale... e abbiamo pranzato con un sanissimo pretzellone ricoperto di formaggio...
Poi tappa in centro alla ricerca della borsa... ma sono bastati 5 minuti lungo via Torino per farci venire a nausea la gente; perciò, per stare lontani dalla ressa, ci siamo schiacciati dentro il metrò per raggiungere casa mia...
E qui è tutto decisamente più tranquillo... ma resta il problema borsa perciò nuova uscita e recupero borsa di emergenza nel primo negozio utile... dopo merendina con pizza e focaccia...

E all'imbrunire (non dopo le 5 del pomeriggio) finalmente a casa, al calduccio dove mia sorella si è messa subito comoda sprofondata in tuta sul divano mentre io ho scritto il post e poi mi sono stoicamente preparato di nuovo ad uscire al freddo e al gelo per andare a vedere un musical a teatro (dove comunque mi sono divertito un sacco) lasciandola lì bella spaparazzata e rilassata sul divano con un po' di dvd da vedere...

Poi stamattina ce la siamo presi comoda visto che l'evento sulle serie tv che ci interessava aveva orario continuato, così quando siamo arrivati all'entrata abbiamo trovato una coda assurda ma che sembrava veloce... finché appena sono entrati tutti quelli che avevamo davanti ci hanno bloccato con la bella notizia che dovevamo aspettare... forse anche per un'ora... ovviamente al freddo e al gelo...
Però siamo riusciti ad entrare dopo non tanto per ritrovarci all'interno dove ci ha accolto un bell'ambiente, simpatico, caldo e... pieno di code dovunque...

Dopo un po' di coda di qua e un po' di coda di là senza arrivare mai da nessuna parte abbiamo pensato bene di andarcene e, tanto per continuare il weekend salutista, ci siamo fermati sulla darsena a mangiare 4 chili di pizza in una delle pizzerie storiche di Milano.

E infine ci siamo salutati in stazione Centrale ringraziandoci reciprocamente per il bel weekend!

Eh sì... come dico sempre, non è che è necessario inventarsi chissà cosa per passare delle belle giornate, e non è nemmeno necessario che tutto vada esattamente come programmato... Ok, ci sono capitati un po' di imprevisti... ma ci siamo divertiti lo stesso, due giorni senza tanti pensieri e prendendo le cose senza troppa serietà!

sabato 17 novembre 2018

5° classificato!

 Il palazzo

E ieri sera c'è stata la serata conclusiva del concorso letterario "Voltare pagina" qui a San Donato dove io ho partecipato fra i 5 finalisti!

La premiazione ha avuto luogo all'interno degli eventi sandonatesi in occasione del "Bookcity Milano", la manifestazione milanese per la promozione della lettura, dell'editoria ecc.

Dopo l'intervento della scrittrice Alice Basso che ha raccontato un po' di sé e della sua esperienza di scrittrice e dopo la lettura di una estratto dei racconti in gara c'è stata la votazione finale e la premiazione degli autori!

A me è spettato il 5° posto (ultimo fra i finalisti) e, lì al momento, ho avuto come un attimo di delusione che però è durato decisamente poco!

E' la prima volta che scrivo qualcosa che non sia questo blog (che comunque è in attivo da meno di un anno), tutto quello che avevo scritto prima di questo racconto erano tracce di storie per i giochi di ruolo... e nonostante ciò ho raggiunto un traguardo ragguardevole fra autori con decisamente molta più esperienza di me!

Se siete interessati al racconto con cui ho partecipato al concorso lo potete leggere QUI nel blog  iopoliedrico.blogspot.com/p/il-palazzo.html nella pagina dedicata proprio a lui...

Intanto io continuo nella scrittura di quello che, una volta finito, potrebbe anche diventare un romanzo... e chissà... magari un giorno anche un libro...

giovedì 23 agosto 2018

Regalo di compleanno


Ieri giornata avventurosa per il compleanno della mamma!

Sì, il suo compleanno è stato a luglio, ma ieri le abbiamo fatto il regalo!
Un giro di rafting sull'Adda!

Immagino che a non tutti i figli venga in mente di regalare alla mamma sessantacinquenne un pomeriggio di rafting, ma la nostra mamma è fatta così, ama queste trovate estemporanee e ama le avventure e soprattutto è felice quando siamo noi a spronarla a farle!

A volte le viene il dubbio che "non ha più l'età per certe cose" ma di solito non dura molto...

E poi già solo il fatto che l'abbiamo fatto tutti assieme è stato il regalo che ha apprezzato di più!

E' così bello fare le cose e divertirsi assieme, e poi per noi figli prendere in giro la mamma per le sue risate, per la sua energia, per il suo carattere estroverso e per le sue trovate è un vero spasso!

L'altro giorno, dopo un'ennesima battuta, ha detto che se smettessimo di prenderla in giro si preoccuperebbe...

Vederla così contenta, allegra e spensierata è sempre una gioia!

Poi un giretto di shopping "defaticante" al negozio di articoli sportivi dove tutti abbiamo trovato qualcosa da comprare... cosa c'è di meglio dopo l'avventura del rafting?

E per completare il pomeriggio madre/figli una bella pizza in compagnia!

Poi stamattina la mamma ha reso pubblica l'avventura di ieri con nonna e zie... conoscendole ha pensato bene di dirlo solo a cose fatte per non farle preoccupare... "ma ai da regalat quili diauladi da i tò fioi..." (ma devono regalarti quelle diavolerie anche i tuoi figli...) è stato il commento della nonna...

Ma noi continueremo a regalargliene e proporgliene finché la mamma avrà voglia di farle!
E con lo spirito che ha sicuramente sarà ancora per moltissimo tempo!

lunedì 13 agosto 2018

In cucina con la mamma


Stasera serata di cucina con la mamma!

Vederci cucinare sembra una gag comica, cominciamo cercando una ricetta e poi cominciamo tutti e due a fare teorie su come fare o non fare, aggiungiamo o cambiamo gli ingredienti completamente a occhio seguendo solo il nostro istinto culinario, poi cominciamo a impastare e trafficare elaborando teorie su come fare o come non fare ignorando completamente la ricetta che avevamo trovato e diamo sfogo alle nostre fantasie finché raggiungiamo un risultato che decidiamo può essere sufficientemente adatto per poi andare in cottura...

E' più o meno lo stesso metodo che uso quando cucino da solo, ma in due l'estro di improvvisazione raddoppia e alla fine il risultato non è sempre esattamente quello che ci aspettavamo, quindi cambiamo un po' di cose finché non raggiungiamo un risultato che ci soddisfi.

Una delle cose che cambiano rispetto a quando sono da solo sono le quantità industriali di cose da cucinare, quando sono da solo ho 3 o 4 zucchine o 5 o 6 carote o comunque dosi "da single", qui da lei le dosi sono sempre enormi.
Stasera avevamo una gran quantità di zucchine che ci ha portato lo zio e abbiamo deciso che per non farle andare a male dovevamo trovare una ricetta per poterle usare e poi conservare quindi abbiamo optato per le polpette che lei non aveva mai provato.

Quindi, armato di grosse insalatiere, mi sono messo a impastare zucchine, uova, formaggio e pangrattato...

Il pangrattato non è mai abbastanza, infatti la prima spadellata di polpette fritte non è venute un gran ché... si sono disfate un po'.. ma mica ci scoraggiamo!

Finito di cenare con le polpette fritte un po' sfatte abbiamo ripreso da dove avevamo lasciato e optato per farle al forno, quindi le nostre solite discussioni su quanto lasciarle cuocere, a che temperatura, in quale contenitore...

Insomma, a prescindere dal risultato il nostro impegno è sempre ineccepibile!

Ma siamo sicuri che questa volta le polpette risulteranno perfette: ben sode, ben cotte e ben dorate e soprattutto gran buone! E il nostro ottimismo sarà sicuramente ripagato!

E' in questi momenti che mi accorgo da chi ho preso il mio spirito di iniziativa un po' sfacciato...
E la faccia tosta di provarci e chissà come viene... a volte senza nemmeno troppa idea di quello che sto facendo...

Ma cosa c'è di più bello? Trovarsi in due a sperimentare e a sorprenderci per le trovate che abbiamo e poi a complimentarci fra di noi per quanto siamo bravi, oppure ridere quando ci rendiamo conto che forse abbiamo esagerato un po' nelle sperimentazioni...
Ma alla fine chissà come in qualche modo le cose riescono, e riescono anche bene!

E quelle rare volte che invece vengono solo così così fa niente, anche solo il fatto di averle fatte insieme le rende uniche!

lunedì 30 luglio 2018

Altezze da brivido


Sono decisamente un tipo terraterra!

Non solo in senso metaforico, ma anche in senso letterale: soffro spaventosamente di vertigini!

E' una sensazione che chi non la prova non la può capire, ed è anche difficile da spiegare.
E' come se a un certo punto il terreno in basso fosse troppo lontano ma allo stesso tempo troppo facile da raggiungere...
Come se il cervello andasse in tilt e ti impedisse di registrare quello che vedi giù facendoti vedere solo che è alto e ti desse l'ordine tassativo di allontanarti...

Io abito al 4 piano, obiettivamente non è tantissimo, ma state pur tranquilli che io non mi affaccio al muretto del mio terrazzo...

Il problema nasce quando c'è da salire su qualche torre o monumento o campanile panoramico... io salgo, sempre (non posso mica perdermi il panorama!), ma poi quando arrivo su sto rasente al muro e il più lontano possibile dal parapetto anche se ci sono reti e protezioni... osservo il panorama lontano e do solo rapide sbirciatine in basso...

E poi la cosa peggiore è che soffro di vertigini anche per gli altri... lo so che è assurdo, ma quando vedo qualcuno sporgersi per osservare il giù e non il là, mi viene un brivido come se fossi io stesso ad essermi sporto... sarà empatia? O solo fifa?

Uno dei posti che mi ha fatto più patire per le vertigini è stato a Torino.
Nella Mole Antonelliana c'è il museo del cinema; nel bel mezzo del nulla c'è un ascensore tutto di vetro che sale nel vuoto e che ti porta dal solido pavimento del piano terra fino all'ultimo piano! E quando dico tutto di vetro intendo dire davvero tutto di vetro, anche il pavimento!
E' come salire senza nessun supporto, il pavimento che si allontana dai tuoi piedi, le pareti lontanissime che piano piano si avvicinano, il leggero sballonzolio tipico degli ascensori, la salita che ti schiaccia ancora di più sui piedi appoggiati al nulla...
Un'esperienza allucinante... aggravata da mia sorella che rideva come una scema vedendomi letteralmente terrorizzato nonostante cercassi di mascherarlo...

E poi ci sono cose che invece ho evitato di fare, come l'andare in mongolfiera quand'ero in Turchia: ho pensato che spendere tutti i soldi che costava per rischiare di ritrovarmi rannicchiato e tremante su un cesto instabile in mezzo a gente che si sporge dai bordi e senza possibilità di uscirne non era il caso...

Più o meno lo stesso ragionamento l'ho fatto a Londra prima di salire sul London Eye... avevo quasi le vertigini solo a guardare la ruota... figuriamoci a salirci...

Già che salire in alto non è la mia passione, almeno concedetemi che il posto in alto sia fermo e stabile...

martedì 24 luglio 2018

La grazia di un bradipo


Oggi esperienza di "sport estremi"...

Ok, non esageriamo... era "solo" un parco avventura con percorsi sospesi fra gli alberi.

Vedendo la descrizione immaginavo appunto una serie di percorsi con corde e carrucole che ti portava da una piattaforma su un albero a un'altra... in effetti è un po' così, ma non immaginavo che sarebbe stata una esperienza così impegnativa e faticosa!

Cavi d'acciaio traballanti su cui camminare aggrappandosi con le mani ad altri, altalene reti e ponticelli sospesi su cui arrampicarsi, lanci da piattaforme a 7 metri d'altezza aggrappati alla carrucola...

Devo dire che dopo 3 percorsi piuttosto impegnativi di questo tipo ero decisamente stanco, e il percorso più lungo alto e difficile abbiamo deciso di lasciarlo per la prossima volta...

Ma la cosa più incredibile è stata l'esibizione di coordinazione che abbiamo dato tutti e tre...

Ero con mia sorella e Giuseppe, il mio socio, e tutti e tre insieme avevamo decisamente meno grazia, coordinazione e decisione di quella che ha il mio nipotino di un anno e mezzo quando si arrampica dovunque...

Sembravamo tre bradipi che arrancano sospesi per raggiungere la corda successiva...

Ma ce l'abbiamo fatta, e in qualche modo abbiamo fatto i nostri bei gesti atletici per concludere senza troppa vergogna i nostri percorsi...

Poi spossati, sudati e divorati dalle zanzare siamo tornati alla "civiltà" alla ricerca di un locale climatizzato dove mangiare e smaltire la sbornia di avventura...

E ovviamente non potevo poi negare a mia sorella un giretto di shopping... quando chiedendotelo ti guarda con quegli occhioni luccicanti da cartone animato come faccio a dirle di no?

E già che eravamo in giro abbiamo fatto anche una visita leggermente più macabra all'ossario della chiesa di san Bernardino alle ossa... teschi e ossa varie che ti osservano da tutte le pareti... un po' inquietante, ma da vedere.

E poi una volta caricata la sorella sul treno finalmente a casa, una bella ciotolina di sorbetto di anguria (vedi ricetta nel post precedenti) e una doccia di 20 minuti per ripulire il corpo e rinfrancare l'anima.

 E adesso dopo aver anche svolto il compitino del post vado senza vergogna a stravaccarmi sul letto!

mercoledì 27 giugno 2018

Piccioni abusivi

L'anno scorso ho trovato sul terrazzino di cucina un groviglio di rametti e mi chiedevo cosa ci facessero lì, poi dopo un paio di giorni i rametti erano diventati un bel mucchietto, e appoggiate sopra c'erano due uova!

La prima reazione è stata di meraviglia "toh! i piccioni hanno fatto il nido e deposto le uova! che storia!"

Poi mamma e papà piccione hanno cominciato a darsi il cambio nella cova delle uova. Ogni volta che andavo in cucina guardavo come andavano le cose e stavo attento di non farli spaventare, ero abbastanza affascinato dalla cosa.

Un bel giorno le uova non c'erano più e al loro posto due pulcini (si chiamano così anche quelli dei piccioni o solo quelli delle galline?) gialli e arruffati stavano accoccolati nel nido!

C' stato abbastanza emozionante vederli crescere giorno per giorno, vedere i genitori che gli portavano il cibo, vederli cominciare a uscire dal nido e gironzolare per la terrazza, e poi vederli prendere lezioni di volo!

Poi però c'è stato il rovescio della medaglia... e in quel momento mi sono completamente dimenticato della poesia dello svezzamento dei piccioncini...

Ok, non avevo praticamente più accesso al terrazzino, ma fa niente, andava bene così...

Dopo che i "piccoli", che ormai erano grandi come i genitori, hanno imparato a volare non sono più tornati, e il nido è rimasto vuoto.

Peccato che mentre prima il nido era solo un mucchio di rametti che sembravano buttati lì abbastanza a caso, dopo un mesetto diventato una specie di conglomerato abbastanza schifoso di rametti cementati fra loro da un mese di cacche dei due piccioni che ci avevano vissuto...

La rimozione non è stata una cosa simpatica... ve lo assicuro...

Perciò quest'anno appena ho visto i primi solitari rametti appoggiati sulle terrazze (quest'anno ci hanno provato anche sulla terrazza della sala) mi sono premurato di toglierli immediatamente.

Con l'illusione di aver scoraggiato in questo modo ulteriori tentativi di nidificazione abusiva mi sono messo il cuore in pace, se non ché dopo neanche una giornata i rametti erano tornati...
Di nuovo li ho tolti, e questo giochetto è durato almeno una settimana.

Purtroppo un giorno ho dimenticato di controllare il terrazzo della sala e i 4 rametti erano diventati un nido... con tanto di uovo!

E tanto per non farsi mancare nulla un uovo era stato fatto nelle cassette dei fiori (dove fiori non ce ne sono, c'è solo terra e erbacce secche, ma questa è un'altra storia) sulla terrazza di cucina!

A malincuore ho tolto il tutto, passi il voler fare l'esperienza, ma la seconda volta e oltretutto su entrambe le terrazze uno ci pensa meglio...

Così ho sbaraccato uova e rametti... ma anche stavolta l'accumulo di rametti e i tentativi di costruzione non sono finiti... manco tutti i piccioni di San Donato si fossero fatti passare la voce che i miei terrazzi erano perfetti per i nidi....

Spero che adesso abbiano cambiato le loro recensioni sul "piccionadvisor"...

mercoledì 13 giugno 2018

Venezia è sempre Venezia

Cara vecchia decadente ma sempre affascinante Venezia!

Non è la prima volta che la vedo, e non è la prima volta che ci faccio una scappata come "tappa supplementare" di un viaggio, l'ho vista col sole, con la pioggia, col caldo e col freddo, ma anche stavolta, come le altre volte, sono rimasto incastrato nel dedalo di viuzze a fondo cieco o che finiscono su un rio; anche stavolta chilometri fra le calle diretti a rialto per poi ritrovarsi chissà come ancora in piaza san Marco; anche stavolta accalappiati dai negozi di maschere che anche se non te ne frega niente non puoi ignorare...

E poi scale e scalette, ponti e ponticelli, piazzette e strettoie...

E' la città dove l'espressione "vai sempre dritto fino a..." non ha alcun senso, quella città dove nemmeno google maps sa dirti di preciso dove sei, quella città che anche se affacciandoti sul canal grande vedi la tua meta probabilmente devi fare 4 giravolte e 5 inversioni per arrivarci...

E ogni vicolo, ogni svolta, ogni sottoportico sembra quello che hai percorso mezz'ora fa... e probabilmente è proprio quello...

Che quando esci da un negozio (ovviamente pieno di maschere) non hai idea della direzione da cui sei arrivato e immancabilmente torni da dove sei venuto...

Fortuna che a un certo punto ti trovi le masse di turisti e allora capisci che forse riuscirai a uscire dal garbuglio di vie e ritrovare un posto noto...

E nonostante (o forse grazie) a tutto ciò Venezia resta una città incredibile, che non può essere ignorata e che in qualche modo ti resta impressa nella testa o nel cuore.

martedì 12 giugno 2018

Nelle profondità della terra


Oggi visita alla "Grotta gigante", una grotta carsica decisamente gugante!

Un bel salto dai quasi trenta gradi dell'esterno agli 11 all'interno, sprofondando a una profondità di 100 metri abbondanti nelle profondità della terra! Scendendo 500 gradini per poi risalirne altrettanti!

Una grotta enorme, sembrava di scendere nelle miniere di Moria del signore degli anelli, solo che qui c'è l'illuminazione...

Davvero affascinante... soprattutto quando guardi il tutto non tanto da speleologo ma da nerd appassionato di fantasy... e trovi la stalattite che sembra un drago, il gruppetto di stalattitine che sembrano un tempio druidico, gli anfratti da cui ti aspetti escano i mostri più misteriosi...

Per poi ritornare "a veder le stelle", o meglio il sole di mezzogiorno, e cominciare a sudare come il proverbiale pollo...

Eh si, avere un occhio diverso da quello "standard" ti fa apprezzare più lati diversi di tutto quello che vedi!

domenica 13 maggio 2018

Capre in passerella


Non è una battuta di spirito o sarcasmo sessista, oggi qui a Gerola si è tenuta la "mostra della Capra Orobica" dove gli allevatori hanno sfilato con le loro capre di fronte a un giudice per ottenere il titolo di miglior rappresentante della razza Capra Orobica.

Nella foto il vincitore del titolo di miglior becco del 2018.

Una giornata davvero particolare a osservare corna, pelo e portamento delle capre, a respirarne gli "aromi", sentirne i belati e carezzarne il pelo ruvido.

E poi "pranzo del pastore" con polenta taragna e salsiccia.

E' già qualche anno che si svolge questa manifestazione, ma, per una cosa o per l'altra, non ci avevo mai partecipato.

Vedere le capre sfilare mettendosi in mostra come avevo visto fare solo ai cani nelle mostre canine è stato davvero divertente.

Sono state premiate i migliori capre e becchi per categoria di età... e cosa che mi ha lasciato abbastanza basito anche le migliori mammelle...

Nel back stage le capre sono preparate alla sfilata con tanto di "trucco e parrucco"... ok, trucco no, ma una bella spazzolata prima della sfilata sì.

E i concorrenti erano davvero agguerriti:

Quindi la prova di mungitura! Un sacco di bambini che si sono cimentati nell'arte della mungitura delle capre.
E infine la premiazione e l'assegnazione dei premi a capre e allevatori.

Un altra domenica immerso nella fauna e nelle atmosfere uniche che solo certe cose possono dare.

lunedì 7 maggio 2018

Decisioni impegnative

Nella vita ci si trova a prendere decisioni importanti, e queste decisioni ci indirizzano su un nuovo percorso che da quel momento sarà la nostra nuova vita.

Sposarsi, avere dei figli, cambiare casa, cambiare lavoro... sono decisioni che cambieranno per sempre la vita che abbiamo vissuto fino a quel momento.

Non sono decisioni che prendiamo alla leggera, anzi, ci pensiamo e ripensiamo, valutiamo pro e contro, cerchiamo di vedere come sarà la vita dopo che avremo preso queste decisioni.

E poi una volta fatta la scelta ci sentiamo liberi, euforici, felici.
I dubbi che avevamo spariscono e la consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante ci fa sentire davvero padroni della nostra vita!

L'ultima volta che mi è capitata una cosa del genere è stata 4 anni fa quando decisi di lasciare il mio lavoro di tecnico informatico e imbarcarmi con Giuseppe nell'avventura di un centro massaggi.
E' stata una scelta difficile, lasciavo la "sicurezza" di un lavoro abbastanza sicuro, che mi piaceva e anche ben pagato per un "salto nel buio".
Ma ero arrivato a un punto che quello che facevo non mi dava più gioia, mi sentivo insoddisfatto, ero come su un tronco che galleggia trascinato dalla corrente di un fiume.
Quando mi è capitata la possibilità di  cambiare è come se avessi trovato un remo per guidare quel tronco su un nuovo percorso, un modo per uscire da quella corrente che mi trascinava immobile e inerme, un remo che mi permetteva di scegliere la direzione in cui andare.

Subito dopo aver fatto quella scelta mi sono trovato in una corrente decisamente più impetuosa, più interessante, più impegnativa, che mi ha fatto sentire più "Vivo" e padrone della mia vita.

Oggi se tornassi indietro rifarei la stessa scelta, anche se le cose non sono andate esattamente come speravo...

Lo dico qui sapendo che la maggior parte delle persone a cui tengo leggerà questo post e per dirlo personalmente a tutti visto che non avrei mai la possibilità di dirlo di persona.

Pochi giorni fa è arrivato il momento di prendere una nuova grande decisione, e cioè quella di chiudere il centro massaggi.

A settembre Armonia è Salute chiuderà i battenti.

E' stata una decisione in un certo senso obbligata, ma non per questo meno impegnativa.

Sono più che felice di questi tre anni, e come ho detto se tornassi indietro lo rifarei.

Cosa farò dopo?

Non lo so, ma non mi preoccupo, quando sarà il momento mi organizzerò per ridare una nuova direzione alla mia vita.

domenica 6 maggio 2018

Un tuffo nella natura


Oggi una bellissima passeggiata in mezzo alla natura!
Stavolta natura viva e vegeta, non natura in museo!

E il tutto a poche centinaia di metri da casa mia!

Una passeggiata fra la fauna selvatica di San Donato

Eh sì, appena esco di casa sono subito accolto da piccioni merli e cornacchie, poi mi allontano un po' e sul bordo della strada compaiono i conigli, ce ne sono una marea, in questo periodo in giro coi piccoli, peccato che per fotografarli bisogna stare lontanissimi se no scappano...

Poi il giretto prosegue facendo il giro del "laghetto" di San Donato, quello nella foto, e qui c'è un trionfo di tartarughe, anatre, oche, pesci... a volte ho visto anche delle nutrie... ma oggi c'era in giro un po' di gente e saranno state nascoste...

Tartarughe che nuotano o che prendono il sole, oche che poltriscono, anatre che scivolano sul lago, pesci che si intravedono sotto la superficie...

E ovviamente il suono di una quantità di uccelli fra gli alberi, di grilli e cicale, di qualche cane a spasso col padrone...

Proprio vero... a volte si cerca chissà cosa chissà dove e le cose più belle ce le abbiamo proprio sotto il naso, appena fuori casa

Certo... ci sono anche i nugoli di moscerini e di insetti vari, e se ci si avvicina al crepuscolo si cominciano a sentire le rane e ti mangiano le zanzare... ma fa niente.. è bello lo stesso

lunedì 30 aprile 2018

Idee che prendono forma

E ad un certo punto le cose che pensavi e che ipotizzavi diventano reali e, quasi senza accorgertene, diventano progetti, i progetti diventano cose da fare e alla fine le cose da fare diventano una cosa concreta.

A me è successo più di una volta, ma l'esperienza di questo tipo più grande è stata quando quattro anni fa ho cominciato a programmare l'apertura del mio centro massaggi.

Il tutto è partito con un'idea, quella di lavorare in proprio nel mondo del benessere, poi in quell'idea ho coinvolto Giuseppe e abbiamo cominciato a fantasticarci sopra insieme.

Poi le fantasticherie sono mano a mano diventate sempre meno campate in aria e sempre più realistiche fino a diventare un progetto da realizzare insieme.

Quindi ho lasciato il lavoro che avevo per dedicarmi completamente a questo progetto.

E allora la cosa è diventata davvero reale, avevo fatto il grande passo, l'idea era diventata un progetto!

Quindi si parte, preparo la scaletta delle cose da fare:
Cerca un posto adatto, raccogli informazioni su cosa bisogna fare, qual è la burocrazia da seguire, quali materiali ci servono, organizza il sito, i volantini, la luce, il gas, l'agenzia delle entrate, la camera di commercio, l'unione artigiani, la siae....

Un sacco di cose... tante che, una volta finite, quando abbiamo aperto il centro, ci siamo detti "finalmente possiamo riposarci e cominciare a lavorare"

Ma una volta che si sa cosa fare si parte, un pezzetto per volta si fa tutto, gira di qua, cerca di là, se hai una meta qualsiasi attività diventa finalizzata a quella, e uno per volta spunti tutte le voci della scaletta di marcia.

E' tanto bello avere uno scopo a cui dedicare le proprie energie, avere un programma o un progetto è stimolante. 

mercoledì 25 aprile 2018

Il richiamo della foresta


E oggi finalmente dopo esserci passato davanti un miliardo di volte dicendomi "qualche volta ci devo proprio andare" sono finalmente andato a visitare il museo di storia naturale!

C'ero andato forse una volta in prima elementare durante la gita scolastica a Milano... e poi non credo di esserci più stato.

Devo dire che mi ha davvero entusiasmato, gli allestimenti sono davvero belli e c'è davvero di tutto: dinosauri ed elefanti, struzzi e coccodrilli, leoni e stambecchi, orsi e tartarughe, serpenti e insetti e uccelli... per non parlare degli scheletri di una balenottera e di un capodoglio (moby dick) che ti osservano mentre gli passi sotto.

domenica 18 febbraio 2018

Non ho (più) l'età

Ricordo un tempo in cui senza problemi sacrificavo anche intere notti di sonno passandole cazzeggiando con gli amici o dedicandole a sessioni di gioco di ruolo che terminavano col sole già sorto, dopo le quali si faceva colazione, si prendeva un caffè e si partiva pieni di energie per la nuova giornata piena di impegni universitari, sociali o di altro cazzeggio... Dimenticandosi quasi di essere svegli da oltre 24 ore...

Che tempi...

Non fraintendetemi, non sono uno che rimpiange il passato o che vorrebbe tornare indietro a "quelli sì che erano tempi"...

Sono soddisfatto di quello che ho fatto allora, e sono soddisfatto di quello che faccio adesso, non tornerei indietro  e se ho voglia di rifare cose che facevo a 20 anni non mi faccio problemi a rifarle...