mercoledì 22 agosto 2018

Una presenza indesiderata

A volte vorrei poter essere, fare o avere qualcosa che non sono, non faccio, non ho...

Il problema è che questa cosa che vorrei non so nemmeno io cos'è...

Non è il voler essere diverso da come sono, se fosse così cercherei di cambiare...
Non è nemmeno il voler fare di più o di diverso, in questo caso mi applicherei per poterlo fare...
E non è neppure il desiderio di avere qualcosa che mi manca, quello me lo comprerei...

E' più una sensazione, una specie di presenza inafferrabile che ogni tanto si affaccia alla soglia della mente e che resta lì seminascosta.
Non riesco a identificarla e nemmeno a darle un nome, ma è lì, che mi osserva, che vuole che io sappia che c'è ma non vuole che sappia chi è.

A volte pende le sembianze dell'insoddisfazione, a volte dell'impazienza, a volte del dubbio o dell'insicurezza... ma quando mi avvicino a lei per capirne le cause lei sparisce o cambia aspetto...

In questo periodo lo associo alla smania che di chiudere un capitolo della vita contrastato dalle inevitabili tempistiche tecniche... che mi rende decisamente impaziente...

Questa sensazione è lì, sempre, ma per la maggior parte del tempo se ne sta tranquilla e non mi accorgo nemmeno che c'è, salta fuori solo in alcune occasioni.

Se capita che non ho niente da fare o da pensare o che da fare e da pensare ne avrei ma cerco di rimandare azioni e pensieri, ecco che lei salta fuori, si affaccia a tutte le finestre della mia mente e mi sbeffeggia nel suo modo subdolo, silenzioso e inafferrabile.

E' tremenda, odiosa, fa innervosire, ma in un certo qual modo credo sia pure utile...
Credo sia una specie di sistema che ha adottato il mio cervello per tenermi allerta, per evitare che mi sieda sugli allori e smetta di lavorare, di cercare nuovi stimoli, di essere me stesso... uno sprone a non imbruttirmi nella noia o nell'apatia...

Lei compare quando sono debole per infierire su di me, quando sono a terra per passarmi la pala con cui scavarmi una buca e cadere ancora più in basso, quando sono nervoso per stuzzicarmi e farmi andare fuori di testa, quando sono apatico per rendermi più comodo il giaciglio in cui vegeto....

E' una presenza scomoda, subdola, allettante, odiosa... Ma suscita sempre una reazione!
Quando la si riesce a vedere non si può fare a meno di contrastarla e questo è il miglior stimolo che si può avere per reagire!

Credo che potrei chiamarla una mia "forza interiore" che agisce sempre nel modo peggiore per farmi reagire nel modo migliore...

Perciò sì, la odio, la detesto, quando la vedo ne farei a meno... ma è come le medicine, odiose, ma necessarie per guarire...

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