Nel mese di agosto
volevo arrivasse.
Agosto ben lungo
che finir non voleva.
Poi infine è arrivato
ed ero felice.
Ed ora di corsa
settembre è finito.
Stasera post "viaggiante", sono sul metrò diretto a casa.
Il treno era strapieno, con 40 minuti di ritardo, ma pazienza, ero seduto e mi sono fattonuna bella dormita.
Ora il metrò è non è pienissimo ma sono in piedi, mi scappa la pipì e comincio a sentire un certo languorino.
Non vedo l'ora di essere a casa, fare la pipì, cenare, fare la doccia, la barba (non necessariamente in quest'ordine) e poi passare il resto della serata a leggere...
Post un po' più tardi del solito, ma stavolta non è colpa mia, diciamo che non è colpa di nessuno, abbiamo cenato coi nipotini e le cose sono ovviamente proseguite con un po' di "baldoria" dopo cena.
Eh sì, perchè oggi sono già a Gerola, ho preso un meritato giorno di ferie per passare un po' più di tempo coi miei invece della solita visita di corsa da sabato mattina a domenica pomeriggio.
E c'era anche una motivazione tecnica, oggi con la geometra e l'impresario che si occupano dei lavori di rifacimento del tetto abbiamo ragionato e studiato alcuni aspetti dei lavori per decidere come farli.
Poi ci sono stati i soliti lavoretti in casa della mamma: fissare il lavandino ballerino, fissare i pomelli su un mobile, montare la nuova pattumiera... e forse anche qualcos'altro di cui mi sono già dimenticato...
E quindi la giornata di oggi, fra il viaggio e le varie attività è letteralmente volata via.
Insomma una perfetto giorno di ferie!
E poi c'è mia sorella che da Tenerife manda le foto della sua vacanza.
Bello che condivida con noi le esperienze della sua vacanza, ma un pochino di invidia c'è.
Soprattutto quando penso all'ultima vacanza che ho fatto io e non ricordo nemmeno quando l'ho fatta...
Perchè pur che ogni tanto lo faccio qualche miniviaggetto, non si possono certo definire "vacanze"... sono poco più di gite fuori porta o weekend allungati da qualche parte...
Ma vabbè, sono contento per lei che se la spassa al caldo delle Canarie.
E raro che parlo del lavoro nel post, ma stavolta faccio un'eccezione.
Ormai è più di un anno che ho trovato questo lavoro e ogni giorno ne sono sempre più contento.
Per prima cosa è un lavoro dove mi sento apprezzato, e non è una cosa così scontata.
C'è un bellissimo rapporto di stima reciproca coi capi e coi colleghi, e non è certo una cosa da sottovalutare.
È un lavoro dove ha valore la qualità di quello che faccio, e non un posto dove è importante il numero di ticket che chiudi, a prescindere da come li fai.
La cosa che sembra ovvia, ma vi assicuro che non è così.
In passato ho lavorato in posti dove il valore aggiunto della qualità del lavoro fatto non sembrava importare a nessuno.
Questo non vuol dire che quando arriva il venerdì nono sia felice che la settimana è finita... questo non sarebbe normale...
Non vedo l'ora di rimettermi all'opera!
È così bello leggere un libro che appassiona, ma ha i suoi inconvenienti...
Sono nel bel mezzo di una saga fantasy, Il trono di ghiaccio. Una saga di ben 8 libri, che quando cominci a leggerli sembrano tantissimi, ma mentre li leggi non vedi l'ora di vedere come va a finire e nello stesso tempo vorresti non finissero mai.
Come tutti i Fantasy si arriva a un certo punto che non si riesce a smettere di leggere perchè si vuole sapere cosa succederà, ci si affeziona ai personaggi, ci si chiede che fine faranno...
O meglio, bene o male ci si aspetta che tutto finisca nel solito dei modi: i protagonisti vincono tutte le loro sfide, salvano il mondo e vissero felici e contenti... almeno alcuni...
Ma è quello c'è in mezzo che fa in modo che non si riesca a staccarsi dalla lettura.
Ed è quello che sta succedendo a me.
Ieri sera leggevo a letto come sempre, ed ero in un punto particolarmente teso e appassionante.
Mi dicevo "dai adesso è ora di dormire", ma non riuscivo a staccare gli occhi dal libro, pagina dopo pagina... e quando sono arrivato alla fine dell'azione, quando il ritmo si è fatto più tranquillo e potevo anche metter via il libro e dormire era già l'una e mezza...
E oggi ne ho subito le conseguenze... mezzo addormentato per tutto il giorno...
Ma ne valeva la pena!
Ieri sera dopo aver pubblicato il post su facebook è comparsa una notifica che indicava un ricordo.
Quel ricordo riguardava la chiusura di Armonia è Salute, il nostro centro massaggi.
E quel ricordo risale a 6 anni fa! Sono passati già sei anni da quando abbiamo chiuso.
Oggi ne parlavo col mio socio, la persona con cui ho creato, gestito, curato e amato quel centro massaggi.
Era la primavera del 2018 quando decidemmo di chiudere, una decisione difficile da prendere ma che non potevamo più rimandare e il 12 settembre Armonia è Salute ha definitivamente chiuso i battenti.
Pensandoci oggi ci rendiamo conto di quanto quella decisione, in quel momento, sia stata provvidenziale.
Se avessimo deciso di tener duro ancora un po', fare qualche altro sacrificio e, con un po' di fortuna, riuscire a superare le difficoltà che avevamo (economiche, non di altro tipo) magari avremmo potuto anche riuscire nell'impresa, chissà...
Ma alla luce di quello che è successo negli anni successivi ci riteniamo fortunati ad aver fatto le scelte che abbiamo fatto.
Se, con sforzo e sacrificio, fossimo arrivati al 2020 col centro ormai avviato e con grandi speranze per il futuro, ci saremmo ritrovati a vederci crollare tutto fra le mani a causa dell'arrivo del Covid.
L'esperienza di Armonia è Salute ci è rimasta nel cuore, ci ha dato tantissimo e, quando è finita, è finita per una nostra decisione, e non perchè costretti dalla pandemia. Un finale, quest'ultimo, che ci avrebbe lasciato con davvero un brutto sapore in bocca, abbastanza brutto da rovinare anche tutto il bello che in quegli anni c'è stato.
Una fresca e ventosa giornata, ideale per fare un giro in centro, ma...
Sì, era tanto che non facevo un giro in centro e avevo proprio voglia di farlo, ma quando sono arrivato in piazza del Duomo ho cominciato subito ad avere dei ripensamenti.
La piazza strapiena anche se erano le 10 di mattina, una manifestazione di sport, con campo di pallavolo, di basket, di bocce, di arti marziali, di tiro alla fune e di chissà quanti e quali altri sport.
Fin qui tutto ok, non fosse che tutta la gente che di solito affolla la piazza era concentrata negli spazi liberi lasciati dai "recinti" delle varie discipline sportive.
Va beh, la mia meta erano le librerie, quindi mi sono subito intrufolato in una di queste.
Non ho trovato quello che cercavo, quindi ho attraversato la piazza più o meno sgomitando fra la gente per passare, lo stesso in galleria... per poi rituffarmi in un'altra libreria dove i miei desideri di acquisto sono stati di nuovo delusi.
Allora ho cominciato a gironzolare per le straduncole un po' meno affollate sempre in cerca di quei libri, ma dopo altre 3 o 4 tentativi in altrettante librerie e un bel po' di chilometri macinati mi sono arreso. Quei libri li farò cercare a qualcun altro...
Intanto era arrivata l'ora di pranzo, quindi un bel trancio di pizza di Spontini per riempire lo stomaco e tirarmi su di morale e poi mi sono fiondato in metropolitana per tornare a casa, stanco della gente e di non trovare quello che cercavo.
"Indovina?"
"Nono sai cosa scrivere..."
"Come hai fatto a indovinare?"
"..."
"Beh dai... è un po' che non mi lamentavo per la mancanza di idee"
"Si, ok, ma non è una buona scusa..."
"Lo so, ma quando mi viene un'idea ci penso un po' e poi mi viene in mente che probabilmente ho già fatto un post uguale chissà quando..."
"Beh, questa è una scusa migliore, del resto di post ne hai fatto talmente tanti..."
"Però pensandoci... se io a malapena mi ricordo cos'ho scritto probabilmente anche se scrivessi qualcosa che ho già detto non se ne accorgerebbe nessuno, chi vuoi che si ricordi un post di 4 o 5 anni fa?"
"Sarebbe un po' barare... ma in effetti..."
"E poi anche se i concetti sono gli stessi di sicuro non sarà mai scritto uguale"
"Ok, ma ora che l'hai detto non ci cascherà nessuno..."
"Ops... hai ragione... dovrò starci attento."
"Sì ecco... che poi non ci credo che ti vengono solo idee vecchie, secondo me non ti vengono proprio idee, nè vecchie nè nuove"
"... Già... ma intanto anche per stasera il post è fatto!"
"Sempre il solito..."
In pomeriggio ha cominciato a piovere.
Quella bella pioggia regolare che cadendo sugli alberi riempie l'aria di quel suono rilassante, quasi una musica.
E cosa c'è di meglio, in un momento così, che sedersi sul divano con la finestra aperta e un libro in mano?
E per non farmi mandare nulla quando, in pantaloncini e maglietta, cominciavo a sentire le gambe un po' freddine ho pure messo sopra una copertina!!!
Non è che si può sempre fare una cosa del genere. D'inverno se piove non è che puoi aprire la finestra per sentire meglio la pioggia.
Quindi mi sono goduto la pioggia, la lettura, l'aria pulita che entrava dalla finestra, la copertina e il relax portato da tutte queste cose messe insieme.
Finalmente è venerdì!
Questa ultima settimana è stata impegnativa, tutti sono rientrati dalle ferie (tranne me, io ero già qui anche nelle due settimane precedenti) e l'attività è tornata a essere quella normale.
Non che mi lamenti, ma dopo agosto, dove ovviamente il lavoro era calato, bisogna riprendere il ritmo.
Non dico che è come se fossi anche io appena rientrato dalle ferie, ma il concetto è simile.
Però, come dicevo, non mi lamento.
Ci si stanca quasi di più a stare in ufficio quando da fare c'è poco: l'ora di pranzo non arriva mai e il pomeriggio sembra non passare mai.
Quando invece c'è da fare la giornata sembra lunga la metà.
Stanotte mi sono svegliato e ho sentito tuoni e pioggia scrosciante.
Bene!
Speriamo che domani sia più fresco... e speriamo che smetta prima che vada al lavoro...
Stamattina non pioveva più e la temperatura era poco più di 20°!!!!
Sono uscito mettendomi anche un felpino, mi sembrava che ci fosse anche un po' di arietta. E ho fatto bene!
Sono arrivato al lavoro e dopo non molto guardo fuori dalla finestra e veniva giù che Dio la mandava! E ha continuato così tutto il giorno, pozzanghere che erano più simili a laghetti dappertutto, le macchine che lasciavano la scia manco fossero motoscafi.
Nel pomeriggio pioveva ancora e ho cominciato a preoccuparmi, se continuava così non sarebbe bastato un ombrello per tornare a casa, mi sarebbe servita anche una barca!
Poi ha smesso, è uscito anche il sole i vari allagamenti si sono asciugati per fortuna.
Nel dubbio però appena è arrivato un orario utile per uscire dall'ufficio ho raccolto le mie cose e sono fuggito a casa... sai te che ricominci?
E stasera, con 22 gradi, praticamente 10 gradi in meno di ieri, ho anche potuto sedermi a pitturare un po' senza sciogliermi!