Quante volte vi capita di cominciare qualcosa e poi lo lasciate incompiuto?
Beh, a me capita spesso.
Non per le cose importanti, ma nelle piccole cose.
Per esempio.
Ho cominciato a sistemare le vetrinette per mettere bene in ordine miniature e diorami, ma ora sono lì ancora da completare.
Prima o poi arriverà il momento in cui finirò il lavoro, ma non ora...
Ma alcune cose che non è che, una volta cominciate, puoi lasciare così a metà, per esempio quando viene il ghiribizzo di riordinare armadi e cassetti.
Comincio con tutta la buona volontà, ma arriva un momento in cui mi stufo e vorrei lasciare perdere tutto.
Solo che a quel punto tutto quello che è uscito dall'armadio invade la camera e non è che puoi lascare tutto per aria, non avresti nemmeno lo spazio per dormire, allora ti rimbocchi le maniche e rimetti tutto al suo posto, spesso non esattamente come avevi progettato, ma comunque meglio di com'era prima, ma ti ha richiesto uno sforzo di volontà davvero enorme.
domenica 30 giugno 2024
sabato 29 giugno 2024
Piove? Non piove?
Il cielo è bianco di nuvole
L'aria afosa e pesante
Ogni tanto un soffio di vento
Magari piove... o forse no
Poi torna ancora quell'afa
mi sa che non piove
Ma poi chi lo sa
di certo non io
di certo non il meteo
l'unico modo sicuro
per sapere se piove
è attendere e veder cosa fa
L'aria afosa e pesante
Ogni tanto un soffio di vento
Magari piove... o forse no
Poi torna ancora quell'afa
mi sa che non piove
Ma poi chi lo sa
di certo non io
di certo non il meteo
l'unico modo sicuro
per sapere se piove
è attendere e veder cosa fa
venerdì 28 giugno 2024
Cambio di progetto
È il primo che ho cominciato della serie Il Signore degli Anelli, ma chissà perchè poi l'ho lasciato lì senza completarlo.
Ma ora che tutti gli altri hanno trovato il loro posto nella vetrina era ora che completassi anche lui.
Il ponte era già praticamente completo, scolpito, pitturato e non mancava praticamente nulla, solo che quando l'ho ripreso in mano mi sono reso conto che era troppo grande... Non avrei saputo come metterlo con gli altri.
Quindi armato di taglierino e colla ho cambiato il progetto.
Ho tagliato via la parte centrale del ponte e attaccato le parti laterali, così non ho sprecato quello che avevo già fatto e sono riuscito a rimpicciolire il tutto.
Adesso manca solo di sistemare il colore di alcune parti e potrà andare con gli altri a completare la collezione!
Come dico sempre, quando comincio una di queste cose so sempre più o meno dove parto, ma so come sarà il risultato solo una volta finito...
giovedì 27 giugno 2024
Pezzi di memoria
Quando andavamo a scuola una delle cose che ci facevano fare era quella di imparare le poesie a memoria.
Era una delle cose che credo piacesse di meno a tutti, ma non potevamo farne a meno, quindi leggi, ripeti, rileggi di nuovo, prova a ripetere senza leggere, rileggi il pezzo che non ti ricordi... ecc ecc
E oggi molti pezzi di quelle poesie ce le abbiamo ancora in testa.
Magari non tutto il componimento, soprattutto se era lungo, ma alcuni versi non credo possiamo pi# toglierceli dalla mente.
"Sempre caro mi fu quest'ermo colle e questa siepe..."
"Forse perchè della fatal quiete tu sei l'imago a me sì cara vieni o sera..."
"Ei fu siccome immobile dato il mortal sospiro..."
"La donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole..."
"Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura..."
"Silvia rimembri ancora quel tempo di tua vita mortale..."
"La nebbia agli irti colli piovigginando sale..."
"Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand'ella altrui saluta..."
E se ci penso mi vengono in mente molti altri incipit di sonetti e poesie.
Ok, quelle che mi ricordo di più sono quelle di Foscolo e Leopardi, anche perchè erano quelle che mi piacevano di più, ma quando provo a ricordare come vanno avanti lì casca l'asino, i versi si mescolano e ne esce qualcosa che non c'entra più niente con l'originale...
L'infinito di si mescola con Alla sera.
Il sabato del villaggio con La sera del dì di festa.
A Zacinto resta senza finale
ecc.. ecc...
Ma fare quello sforzo di memoria credo sia un bell'esercizio, e quando poi mi arrendo ma voglio ricordarmi com'era il sonetto me lo vado a cercare e lo rileggo per togliermi il dubbio...
Era una delle cose che credo piacesse di meno a tutti, ma non potevamo farne a meno, quindi leggi, ripeti, rileggi di nuovo, prova a ripetere senza leggere, rileggi il pezzo che non ti ricordi... ecc ecc
E oggi molti pezzi di quelle poesie ce le abbiamo ancora in testa.
Magari non tutto il componimento, soprattutto se era lungo, ma alcuni versi non credo possiamo pi# toglierceli dalla mente.
"Sempre caro mi fu quest'ermo colle e questa siepe..."
"Forse perchè della fatal quiete tu sei l'imago a me sì cara vieni o sera..."
"Ei fu siccome immobile dato il mortal sospiro..."
"La donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole..."
"Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura..."
"Silvia rimembri ancora quel tempo di tua vita mortale..."
"La nebbia agli irti colli piovigginando sale..."
"Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand'ella altrui saluta..."
E se ci penso mi vengono in mente molti altri incipit di sonetti e poesie.
Ok, quelle che mi ricordo di più sono quelle di Foscolo e Leopardi, anche perchè erano quelle che mi piacevano di più, ma quando provo a ricordare come vanno avanti lì casca l'asino, i versi si mescolano e ne esce qualcosa che non c'entra più niente con l'originale...
L'infinito di si mescola con Alla sera.
Il sabato del villaggio con La sera del dì di festa.
A Zacinto resta senza finale
ecc.. ecc...
Ma fare quello sforzo di memoria credo sia un bell'esercizio, e quando poi mi arrendo ma voglio ricordarmi com'era il sonetto me lo vado a cercare e lo rileggo per togliermi il dubbio...
mercoledì 26 giugno 2024
Canzoncine agghiaccianti
E dopo i pensieri inutili di ieri sera sulla pubblicità, oggi pensieri inutili su canzoncine e filastrocche dell'infanzia.
E questi pensieri inizialmente inutili sono diventati piuttosto agghiaccianti... Ma voi ve lo ricordate che canzoncine cantavamo?
Una a un certo punto faceva così:
"... Mamma non piangere che è l'ora di partire, vado alla guerra per vincere o morire ..."
Un'altra:
"Ero in bottega e lavoravo e non pensavo alla prigione, ma un brutto giorno la polizia mi portò via...."
Per non parlare di:
"Ninna nanna ninna o, questo bimbo a chi lo do ... lo darò al buon Gesù che non me lo ridarà mai più..."
Ma come siamo sopravvissuti a un'infanzia così?
E questi pensieri inizialmente inutili sono diventati piuttosto agghiaccianti... Ma voi ve lo ricordate che canzoncine cantavamo?
Una a un certo punto faceva così:
"... Mamma non piangere che è l'ora di partire, vado alla guerra per vincere o morire ..."
Un'altra:
"Ero in bottega e lavoravo e non pensavo alla prigione, ma un brutto giorno la polizia mi portò via...."
Per non parlare di:
"Ninna nanna ninna o, questo bimbo a chi lo do ... lo darò al buon Gesù che non me lo ridarà mai più..."
Ma come siamo sopravvissuti a un'infanzia così?
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