lunedì 2 marzo 2020
Pioggia del lunedì
Piove, e come sempre le strade sono ricoperte di uno strato d'acqua che per uscire senza bagnarsi i piedi ci vorrebbero gli stivali di gomma.
Invece io ero in giro con le mie scarpette da ginnastica decisamente non adatte alla pioggia.
Per fortuna in questi giorni il lavoro lo stiamo facendo in ufficio e non in giro per i palazzi come avviene di solito, se no sarei stato tutto il giorno in giro fradicio fino al midollo.
Perché puoi pure avere l'ombrello, ma quando il bagnato parte dalla strada e viene in su anziché dalle nuvole e viene in giù non c'è riparo che funzioni.
Del resto ormai siamo rassegnati che appena scendono 4 gocce di pioggia le strade diventano piste da sci acquatico con tanto di spruzzi più o meno involontari delle macchine che passano, che camminando sui marciapiedi nascondono pozzanghere in cui ti affondano i piedi fino alle caviglie e che se per sbaglio devi attraversare un cortile sei destinato a ritrovarti coi pantaloni infangati fino al ginocchio...
Guardando le strade, i parcheggi e i marciapiedi si direbbe che quando li hanno costruiti non erano ancora stati inventati i tombini, e nemmeno i canali di scolo.
Una distesa d'acqua che ricopre tutto come se fosse neve, uniforme su qualsiasi superficie.
E a completare il quadretto quel bel venticello gelido che sembra voglia far congelare tutta l'acqua che hai addosso...
Per fortuna una volta a casa e chiuso fuori il freddo e il bagnato, dopo esserti scollato di dosso i pantaloni fradici, esserti buttato sotto una bella doccia caldissima ed esserti messo una calda tuta ti ritrovi in pace col mondo.
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