venerdì 20 marzo 2020
#iorestereiacasa
L'altra sera tornando dal lavoro prima di rientrare ho allungato la strada di un centinaio di metri e sono andato a fare un pochino di spesa al negozio sotto casa per poi rientrare e non uscire più come sarebbe dovuto.
Ebbene lungo i 6-700 metri che mi separano dal lavoro ho visto un uomo in giro col cane, una donna con la carrozzina, un gruppetto di ragazzi che giocavano al pallone in un parcheggio, un vecchietto in bicicletta, un ragazzo in tenuta da corsa, alcune persone che chiacchieravano fuori dal tabacchino, una ragazza con lo sguardo sul telefonino...
Sembrava un qualsiasi giorno di un qualsiasi inizio di primavera, con le persone che spensieratamente si godono la gradevole temperatura del tardo pomeriggio.
Vorrei far leggere a tutte quelle persone che "Tanto qui è tranquillo" il messaggio che oggi una collega mi ha mandato:
...
IO:tu come stai?
LEI:in smartworking in quarantena
IO:ma ti sei beccata il virus?
LEI:Che io sappia no ma nel mio paese ci sono parecchi positivi e purtroppo ci sono anche 5 vittime ufficiali. Ho in ospedale amici, parenti, è una situazione drammatica.
IO: cacchio. Dai cerca di restare su di morale per quanto si può
LEI:Assolutamente! Lo devo per le mie bimbe! Voi state attenti! A presto
...
Io esco di casa tutti i giorni perché vado al lavoro.
Non è un lavoro che salva delle vite in ospedale, non è nemmeno un lavoro che permette di continuare ad avere cibo nei supermercati o che possa trovare una cura per il virus, ma quello che faccio permette a molte persone di restare a casa a lavorare invece di dover uscire per andare in ufficio.
Quindi io esco perché devo, perché in qualche modo anche quello che faccio io è utile per evitare che la gente debba andare in giro.
Ma quando vedi che la gente se ne frega di tutto e prosegue la sua vita come se nulla fosse ti viene da chiederti chi te lo fa fare.
E se questo pensiero ce l'ho io posso solo immaginare come la cosa è vissuta da chi davvero fa un lavoro indispensabile e pericoloso.
C'è davvero da chiedersi cos'ha in testa la gente...
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