In casa c'è solo il leggero rumore del frigo e del mio respiro.
Dalla finestra arrivano attutiti i rumori del mondo all'esterno.
Sono solo un'auto che passa o le campane della chiesa o qualcuno che a voce alta parla in strada o un cane che abbaia. A volte il rumore degli alberi battuti dal vento o dalla pioggia, il canto di uccelli e cicale sugli alberi, il lontano ricordo di un treno che passa o di un aereo che atterra.
Non sono rumori, sono un leggero sottofondo che portato dal vento rendono il silenzio ancora più profondo.
Perchè il silenzio non è assenza di rumore, è un misto di suoni a cui nemmeno facciamo più caso.
Abituati a un mondo rumoroso questi rumori nemmeno li sentiamo più.
Ma se ci mettiamo seduti e tranquilli e li ascoltiamo tutti questi suoni riprendono la loro identità, riusciamo a sentirli di nuovo, e insieme a loro tutta una serie di sfumature che ci siamo dimenticati.
Ogni stagione e ogni momento della giornata hanno i loro rumori.
La primavera è ricca di suoni della natura, la mattina dell'attività dell'uomo.
L'estate ci fa aprire le finestre e ogni suono arriva senza filtro, la sera si sente il silenzio del mondo che rincasa o che esce a divertirsi.
Provare a risentire questi rumori, immaginare cos'è che crea quel suono sconosciuto, lasciarsi trasportare al di fuori delle mura di casa senza muoversi dal divano.
Per questo raramente quando sono a casa metto musica o accendo la tv, quello che mi fa compagnia sono i suoni di quello che faccio io o quelli che sento quando non faccio niente, sono la colonna sonora delle mie giornate e fermarsi un momento ad ascoltarla può renderla piena di armonia.
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