lunedì 25 gennaio 2021

La pausa pranzo

Anni fa, quando facevo più o meno il lavoro che faccio adesso nel posto dove più o meno lavoro adesso all'ora dalla pausa pranzo andavo coi colleghi o in mensa o in pizzeria o dove ci girava di andare quel giorno.

Non mi è mai passato per la testa di tornare a casa a mangiare. L'idea di arrivare a casa, spignattare e poi tornare al lavoro non era per niente allettante.

Adesso invece le mie abitudini sono cambiate.
Adesso allo scoccare dell'una mi stacco dalla mia scrivania, mi metto giacca e berretta e me ne torno a casa, mi faccio la mia passeggiatina, di poco più di 5 minuti, che mi rinfresca le idee e mi svuota la testa.

Arrivo a casa e, se mi sono ricordato di toglierla dal congelatore, scaldo la mia schiscia, o apro il frigo per pescare qualcosa da mangiare. Poi mi godo un po' di relax prima di rientrare alle 2 al lavoro.

Non è perchè non vado d'accordo coi colleghi o perchè preferisco pranzare da solo, ma restando in ufficio a mangiare si rischia sempre di parlare di lavoro.

Perciò uscire, farmi il giretto fino a casa e poi ritorno è un modo per spezzare la giornata, per completare la mattinata e avere uno stacco netto dal lavoro prima di riprendere il pomeriggio.

E questo devo dire che alleggerisce non poco la giornata lavorativa che da una lunga maratona dalle 8:30 alle 17:30 si divide due tappe decisamente meno impegnative.

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