martedì 28 luglio 2020
Magagne dell'essere
Ogni tanto capitano quei periodi in cui ci si sente un po' persi, periodi nei quali ci sembra di stare bene ma ci rendiamo conto che in fondo in fondo qualcosa che ci turba c'è, non riusciamo ad afferrarlo tanto da capire di preciso che cos'è, ma sappiamo che è lì.
Credo che in questi ultimi mesi questa cosa sia successa un po' a tutti, un lungo periodo in cui anche se stavamo bene avevamo quella sensazione di incertezza, di fastidio, a volte quasi di paura.
Quella sensazione che ci ha assillato per così tanto tempo e che ancora non ha finito di essere nei nostri animi ha lasciato, almeno a me, degli strascichi di insofferenza e apatia verso tutto e tutti.
E nonostante il periodo di belle notizie come il rinnovo del contratto di lavoro, l'avvicinarsi delle ferie, il cambio di mansioni in ufficio, questa brutta sensazione di indifferenza verso il mondo mi ha impedito di gioirne.
Poi finalmente sono riuscito a identificare quella brutta bestia come la causa del malessere e dell'apatia di questi ultimi tempi e una volta capito che era tutta colpa sua sono riuscito finalmente a togliermela di dosso.
Perché io sono fatto così, ho i miei momenti di chiusura in me stesso. In questi momenti credo di essere una delle persone meno gradevoli con cui intrattenersi, ma una volta scoperta la magagna esco dal torpore e mi risveglio tornando a essere quella persona che mi piace essere.
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