venerdì 15 maggio 2020
Parlare alle cose
Da un po' di tempo vanno di moda quegli aggeggi ai quali basta dire le cose e loro eseguono le istruzioni che gli vengono date.
Sinceramente non so di preciso come funzionano e quali sono in effetti le loro funzioni, ma non ho nemmeno nessun interesse a saperlo... da quello che ho capito basta chiedergli per esempio di far partire la musica e questo comincia a suonare e cose simili...
Anche coi telefonini ci sono funzioni del genere come quella di dire il nome del contatto per far partire la telefonata o per lanciare altre funzionalità del telefono.
Già io sono in completo imbarazzo se mi capita di dover lasciare dei messaggi a una segreteria telefonica e mi sento particolarmente a disagio a mandare messaggi vocali... l'unica occasione in cui ho mandato messaggi vocali è stata per fare gli auguri ai miei nipotini che, essendo ancora piccoli, non hanno la possibilità di leggere un messaggio normale...
La mia repulsione per questi cosi non è che sia dettata da una motivazione razionale, è solo che il parlare a un oggetto che pure mi risponde mi mette a disagio...
Tempo fa avevo un po' lo stesso approccio anche col normale telefono, poi col tempo e soprattutto per lavoro ho cominciato a superare il disagio, ma almeno lì la risposta arriva da una persona vera, non da un aggeggio...
Tempo fa, molto prima dell'avvento di queste nuove tecnologie, erano usciti dei programmi di riconoscimento vocale per i computer e li avevo provati... Ma parlare al computer per fargli fare le cose mi faceva sentire stupido e imbarazzato... molto meglio fare un clic silenzioso con il mouse...
E lo so che sembra un controsenso che io, che lavoro nel mondo dell'informatica, abbia una reazione di questo tipo con queste tecnologie... Ma è più forte di me...
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