giovedì 2 gennaio 2020

Un fuoco di paglia


In questi giorni ho provato a ricominciare a scrivere, ma non sono riuscito a mettere nero su bianco nemmeno due righe.

Mi metto lì col libro di spunti per la scrittura che mi hanno regalato per Natale ma in testa ho sentito solo un vuoto.

Ho provato a scrivere a caso, ma nemmeno quello ha avuto successo.

Non avevo intenzione di scrivere un poema, nemmeno un romanzo, volevo solo buttare giù una storiella per vedere se ne sono ancora capace, ma solo il gesto di mettermi a scrivere ha l'effetto di un cancellino sul gesso della lavagna e alla fine resta solo una superficie nera e pulita.

Sembra che la mia vena creativa si sia prosciugata.

A volte si sentono persone che che inviano manoscritti a editori o concorsi provando e riprovando in attesa che qualcuna delle loro creazioni ottenga un riconoscimento.

A me è successo il contrario e probabilmente è proprio questa la causa del mio attuale "blocco dello scrittore".

La prima cosa che ho scritto, senza pretese e senza nemmeno il pensiero che potesse valere qualcosa, è arrivata in finale al concorso a cui l'avevo mandata e questo mi ha probabilmente illuso.

Quando poi i successivi scritti non hanno avuto nessun riconoscimento credo che la delusione mi abbia fatto perdere lo spirito creativo, la voglia di scrivere.

E credo che questo sia peggio che ottenere rifiuti su rifiuti, perché se si ottiene un rifiuto ci si riprova cercando di migliorarsi. Ma quando, dopo un relativo successo, ci si mette d'impegno per migliorare e quello che si crea non dà nessun risultato viene da chiedersi se davvero ne valga la pena.

E' un atteggiamento sbagliato, lo so, bisognerebbe ricominciare sempre da capo, senza guardare indietro, ma quell'illusione di successo poi troncata dalle esperienze successive non riesco a togliermela di dosso.

Un insuccesso dopo l'altro, se non abbattono, creano un focolare che se poi si accende ti scalda e brucia a lungo, quel fuoco di paglia che invece a me si è subito acceso è rimasto solo, senza nulla per alimentarsi e si è estinto.

E riaccenderlo è difficile.
Non dico che non continuerò a provarci, ma il fumo lasciato da quel fuoco estinto persiste ancora in fondo alla mia testa e offusca un po' tutto...

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