mercoledì 2 ottobre 2019
Sapori inimitabili
Ieri stavo leggendo un po' di post su Facebook, quella cosa che volente o nolente in qualche momento della giornata va sempre a finire che facciamo.
Comunque, a parte le considerazioni sul tempo buttato via con Facebook, una volta tanto ho trovato un post che mi ha dato un'idea su cui scrivere stasera.
In quel post una mia amica ricordava e decantava una torta che solo sua nonna sapeva fare così buona e chiunque provasse a imitarla non riusciva a eguagliarla.
Credo che tutti abbiamo in mente o nei ricordi una pietanza fatta dalla nonna che nessuno è mai riuscito a imitare.
Nel mio caso si tratta del coniglio.
Non so a che ora cominciava a prepararlo, ma so che quando arrivavamo a casa sua c'era sempre quella pentola sulla stufa che rilasciava un profumo delizioso in cucina. Poi ogni tanto si avvicinava, apriva il coperchio, aggiustava un po' di qua, un po' di là, rigirava quei pezzi di carne che erano una gioia agli occhi ancor prima che al palato.
A un certo punto della mattinata la pentola del coniglio veniva messa su un angolo della stufa per lasciare il posto al paiolo della polente, ma intanto era sempre lì col suo rumorino di rosolatura che faceva da sottofondo alle chiacchiere.
Non ho idea di qual è la sua ricetta, la prossima volta che la vedo le chiederò di svelarmi il suo segreto, ma un coniglio così non l'ho mai mangiato da nessun'altra parte.
Anche mia mamma lo fa buono, e anche io me la cavo, ma non è paragonabile a quello della nonna, neanche lontanamente...
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