domenica 13 ottobre 2019
L'anima della poesia
Ricordate ai tempi della scuola quando nelle lezioni di italiano si studiavano i vari scrittori e poeti?
Si leggevano le poesie, si imparavano a memoria, si cercava di interpretare ogni verso rapportandolo alla vita del poeta e a trovare un significato profondo per interpretare lo stato d'animo o quello che il poeta aveva in mente in quel momento.
Ultimamente ho come l'idea che tutte quelle interpretazioni siano semplicemente assurde.
Io non sono certo uno scrittore né un poeta, ma da quando ho cominciato a scrivere questo blog e i vari racconti mi sono accorto che quello che scrivo la maggior parte delle volte non c'entra nulla con quello che provo in quel momento.
Certo, se si tratta di un resoconto della giornata ci può stare che si capisca qual'è lo stato d'animo, ma lì e espresso in modo esplicito, ma quando scrivo ad esempio i post con qualche verso sciolto vi assicuro che anche con le migliori capacità interpretative non sarà mai possibile risalire a come sto in quel momento.
La maggior parte delle volte in cui scrivo "poesie" (passatemi il termine, anche se definirle così è eccessivo non ho trovato un altra parola per definirle) l'unico pensiero che ho in testa è che devo pur scrivere qualcosa per il post e raramente hanno qualcosa che rispecchia lo stato d'animo di quel momento, di solito sono semplicemente parole buttate lì e messe una dopo l'altra e cercarne un significato profondo non serve proprio a nulla.
Una poesia è una cosa che leggendola può destare sensazioni, domande, emozioni, ma qualsiasi cosa susciti non è legata allo stato d'animo di chi l'ha scritta, ma da quello di chi la legge.
Non è lo specchio dell'anima del poeta, è il riflesso della nostra.
Quando mi capita di rileggerne qualcuna di quelle che ho scritto mi chiedo da dove può essere saltata fuori.
A volte esce una poesia dall'aspetto triste e melanconico anche se in quel momento ero allegro e sereno, o viceversa una poesia frivola e leggera è uscita in un momento difficile.
Identificare uno scritto con il suo autore non ha nessun senso, se fosse così dovremmo pensare che gli scrittori di libri horror siano degli psicopatici, o quelli di gialli dei serial killer o dei poliziotti...
Quante volte ho scritto delle cose chiedendomi da dove saltano fuori, cose che con quello che sono io non c'entrano assolutamente nulla.
Perciò godiamoci le Poesie, anche quelle con la P maiuscola, semplicemente godendoci i versi, senza volerne analizzare le origini, ma semplicemente lasciandoci trasportare dai sentimenti che ci fanno provare.
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