giovedì 12 settembre 2019

Scrittura poliedrica


Oggi sono tornato a casa e, dopo essere tornato dall'abbigliamento autunnale che ho tenuto in montagna a quello estivo che richiede la temperatura milanese, ho fatto un po' di "zapping" su internet.

L'idea era quella di cercare un lavoro, ma durante la navigazione più o meno casuale mi sono imbattuto nel bando di un concorso letterario.
Ho interrotto la connessione e cominciato a scrivere.

Me ne capitano spesso di post in cui si pubblicizzano i più disparati concorsi, di poesia, di racconti, di romanzi, ma la maggior parte delle volte li trovo con una scadenza talmente vicina (tipo 4 o 5 giorni) che non mi ci metto neanche.

Stavolta ne ho beccato uno con scadenza a dicembre che richiede un racconto fantasy, un genere che mi piace un sacco e di cui ho letto parecchio.

Anni fa, saranno almeno 20 anni fa, mi era già venuta l'idea di scriverne uno, ma la cosa non ha mai avuto seguito. Perciò questa potrebbe essere la volta buona per farlo.

Non si tratta di scrivere una megatrilogia come capita spesso nelle saghe di questo genere, è richiesto solo un racconto di una decina di pagine, l'ideale per il tempo che ho a disposizione.

Ora mi sto chiedendo se sono io che mi faccio prendere un po' troppo dalla mia poliedricità, o se capita a tutti quelli che si danno d'intendere di scrivere, come me, di spaziare in modo casuale fra i vari generi letterari...

La prima cosa che ho scritto è stato il racconto di fantasia per il concorso a cui ero arrivato quinto l'anno scorso (per chi se lo fosse perso può leggerlo qui),  poi un romanzo per bambini per un altro concorso di cui avrò riscontro entro fine settembre, un racconto e un racconto breve di narrativa per altri due concorsi il cui responso sarà a novembre, ho in cantiere un thriller che piano piano prende forma e adesso sto cominciando a buttare giù la bozza per questo racconto fantasy...

Mah... forse dovrei darmi una calmata, ma tanto scrivere è una cosa che mi piace e non mi costa nulla.
Se poi gli scritti che ho sparso in giro daranno frutti tanto meglio (lo vedremo nei prossimi mesi), se no rimarranno nel mio orticello a dare gioia al loro creatore.

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