giovedì 1 agosto 2019

Giornata eugubina


Terzo giorno in Umbria, meta di oggi Gubbio.

A Gubbio non c'ero mai stato, ne avevo sentito parlare molto bene da tutti quelli che l'avevano già visitata, ma l'unica cosa che io associavo a questa città era la "corsa dei ceri".

Sono rimasto molto soddisfatto della visita, a differenza delle altre città visitate in questa vacanza è decisamente meno in salita, ci sono meno vicoletti percorsi da scalinate ed è molto più bianca.
Mi spiego meglio. A differenza di Assisi o Perugia o altre citta e cittadine della zona non è costruita sul cucuzzolo della collina, ma ai suoi piedi, quindi ci sono un po' meno scale e salite meno ripide. Le case, le chiese e tutti gli edifici poi sono tutte di mattoni o sassi chiari, non di mattoni color mattone, e questo, al sole, rende la città abbagliante.

Poi siamo saliti con la funivia, una serie di gabbiotti di ferro in cui si sale in due e si sta in piedi, fino alla basilica di sant'Ubaldo, il patrono, che si trova in cima al colle che sovrasta la città e dove sono tenuti i famosi ceri che vengono usati a metà maggio nella famosa "corsa".
La discesa l'abbiamo fatta a piedi, lungo una strada in terra battuta che riporta giù al centro abitato e il pensiero che quei ceri pesantissimi e altissimi vengano portati di corsa su per quella strada fino alla basilica è impressionante.

Poi un bel pranzo/merenda a base di crescia farcita, una sorta di piadina più spessa ripiena di tutto seduti a un tavolino in piazza dove abbiamo potuto goderci l'accento eugubino (gli abitanti di Gubbio si chiamano così, eugubini... L'ho scoperto oggi) in tutto il suo splendore, una sorta di romanesco un po' meno secco.

E dopo un giretto al teatro romano siamo tornati a prendere il bus che ci ha riportato, dopo un'oretta abbondante di strada piena di curve, salite e discese, in quel di Perugia.

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