
Una volta cotte acquistano quella consistenza molliccia e bagnaticcia che mi indispone letteralmente il palato.
Passi qualche spinacio nei ripieni dei ravioli di magro, e la verza nei pizzoccheri, ma fuori da questo contesto non me li fate nemmeno vedere...
Poi ci sono le verdure cotte come zucchine, finocchi e cavolfiori che anche loro, quando sono cotti in modo non adeguato, prendono quella orribile consistenza acquosa e insapore.
Quand'ero piccolo non ne ho mai voluto sapere di mangiarne, forse perché il modo in cui li cucinava mia mamma gli dava proprio quella consistenza, poi ho cominciato l'università e ho cominciato a dover cucinare da solo e lì ho scoperto la possibilità di cuocere le cose senza che diventassero mollicce (e l'ha scoperta anche mia mamma... per fortuna...).
Le zucchine che faceva mia mamma erano tagliate a pezzi che una volta cotti si spappolavano uno con l'altro... quando ho scoperto che le si poteva fare a pezzi sottili semplicemente saltati in padella e cotte il minimo indispensabile, ho cominciato ad apprezzare questo ortaggio.
I cavolfiori li ritenevo una verdura inutile: insapore, molliccia e puzzolente.
Poi quando ho scoperto la cottura a vapore hanno anche loro acquistato il loro perché, lasciandoli cuocere il minimo indispensabile e lasciandoli belli croccanti conditi con anche solo un pochino di sale hanno cominciato a piacermi pure loro.
Lo stesso dicasi dei finocchi, anche loro cotti a vapore evitando che si ammolliccino troppo e conditi sempre con un pizzico di sale e magari qualche goccia di aceto balsamico hanno trovato il loro posto nella mia cucina.
Insomma, la scoperta della cottura a vapore mi ha aperto un mondo di verdure che prima non consideravo nemmeno. Anche le cipolle cotte a vapore hanno il loro perché!
Ma anche con tutti gli esperimenti culinari fatti negli anni la poltiglia verde delle verdure in foglia cotta è rimasta (e quasi sicuramente rimarrà) una pietanza che lascio volentieri mangiare a qualcun altro...
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