venerdì 20 luglio 2018

Viaggio verso casa

E oggi di nuovo un post direttamente dal carro bestiame che è il treno di oggi pieno di gente e senza aria condizionata...

In questo clima da bagno turco dove la temperatura dev'essere tipo 200 gradi, l'umidità al 400% e sudano anche i pensieri, tirare fuori un'idea per il blog è come togliere un pezzo di lesso dal brodo; può uscire anche buono, ma sarà sicuramente annacquato e insipido... speriamo di trovare un po' di sale da metterci sopra...

E intanto osservo la Brianza dal finestrino, campi coltivati, capannoni e cantieri che costellano il panorama, quartieri residenziali della periferia di qualche cittadina che spuntano da dietro filari di alberi, stazioni del treno che vengono attraversate senza fermarsi, ponticelli su fiumiciattoli che non so nemmeno se hanno un nome...

E poi ci avviciniamo a Lecco e il panorama comincia a farsi più vario: compaiono le montagne nascoste dalla foschia di caldo ma che promettono frescura e aria buona, i primi lembi del lago di Como che si avvicina... e poi sul bello che ti godi il panorama cominciano le gallerie e non vedi più nulla, solo il tuo riflesso nel finestrino...

Poi la galleria finisce e prima che cominci la prossima hai un scorcio sulle montagne che si specchiano nel lago, delle barchette che galleggiano pigre sull'acqua immobile, di qualche windsurf che spera ancora in una folata di vento...

E la cosa si ripete, lungo tutto il percorso sul lago, buio e luce, luce e buio...

E poi si arriva in Valtellina, e subito passato al trivio ci si accorge già che l'aria è cambiata, le gallerie sono finite, le e le prealpi ti guidano lungo la valle, una frescura diversa entra dai finestrini come se l'aria avesse un altro odore, un altro colore, un altro sapore... sarà il gusto dell'aria di casa, sarà suggestione, ma una volta passato Colico si respira di più, meglio, con più soddisfazione e anche l'aria che entra dal finestrino toglie meglio la calura...

E poi l'ultima tratta, quella che da Morbegno mi porta a Gerola, anche coi finestrini della corriera chiusi si percepisce il cambio di clima, l'aria pulita e fina quasi si vede, è come togliere il velo di afa dagli occhi e ricominciare a vedere tutto ben chiaro...

Sarà appunto che è aria di casa... e anche se non è più dove abito è sempre casa.

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