Chi non lo è non può capire cosa vuol dire essere timido!
Chi mi conosce adesso sicuramente dirà "Tu timido? ma fammi il piacere!"
Ma vi assicuro che è così!
Ricordo che da piccolo le maestre dicevano che ero molto chiuso e riservato, c'è stato addirittura un periodo che gli amici mi chiamavano pomodoro perché arrossivo spesso, avevo sempre paura di fare la cosa sbagliata, di fare una figuraccia, di espormi...
Col tempo le cose un po' sono cambiate: ho imparato a parlare in pubblico, a interagire con le persone, a ridere e scherzare con tutti, non mi spaventa essere da solo in mezzo a sconosciuti...
Diverse volte sono partito da solo a fare viaggi in comitive dove non conoscevo nessuno, e già dopo la prima giornata conoscevo tutti... e tutti conoscevano me.
Se sono a feste o riunioni dove non conosco nessuno attacco bottone senza difficoltà, al lavoro non ho mai avuto soggezione dei capi, dei dirigenti o delle persone "importanti", e quando c'è da fare il pirla in compagnia sono il primo a farmi avanti...
E voi direte "E ti ritieni timido?" ebbene sì...
Ho lavorato molto su me stesso per superare la timidezza, e in buona parte ci sono riuscito, ma dentro di me resta sempre quella piccola nocciolina di vergogna, di timore, di inadeguatezza.
Ho imparato a non mostrarla, ma è una cosa che so che c'è, cerco di ignorarla, ma è sempre lì.
La combatto con un atteggiamento spavaldo e sicuro di sé, ma lei non mi lascia mai...
Non è che fingo di essere qualcosa che non sono, odio mettere delle maschere, io sono schietto, affabile e con una buona dose di faccia tosta, ma quella timidezza è lì e in alcune situazioni prende il sopravvento...
Una situazione in cui ne sono vittima è ad esempio quando mi trovo a dover interagire con qualcuno che non parla la mia lingua.
C'è gente che se ne frega e in qualche modo si arrabatta con le 4 parole che sa e riesce a farsi capire, io invece mi blocco, la mente mi si cancella e anche quelle 4 parole non ne vogliono sapere di uscire, ho sempre paura di sbagliare, non riesco nemmeno a provarci, qualsiasi cosa dico mi sembra sempre di fare una figuraccia, anche se razionalmente so che non è così il mio cervello si intorpidisce e mi trovo a farfugliare in modo imbarazzante....
La mia timidezza è una timidezza strana, non dà segno di vita in situazioni sociali o in mezzo a sconosciuti, viene a galla nelle situazioni più personali...
Immaginate una festa dove non conoscete nessuno, io dopo un po' sono già a ridere con un gruppetto di persone mai viste prima per poi passare a scherzare con un altro e poi a parlare con un altro ancora, senza bisogno di essere presentato da nessuno, ma se vedo una persona da sola con cui vorrei attaccare bottone comincio a farmi un sacco di problemi "Come mi avvicino? Cosa dico? E se poi mi accorgo che non vuole parlare con me?" ecc...
Come dicevo sono cose che solo chi le ha provate può capirle...
E l'essere esuberante e affabile non vuol sempre dire non avere qualche problema di timidezza...
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