
La matematica mi è sempre piaciuta, e nel mio percorso di studio è sempre stata una costante, prima come matematica fine a se stessa, poi applicata a parecchie altre materie scolastiche o universitarie.
Praticamente era presente dovunque, tolte storia e letteratura la matematica era la base di qualsiasi altra materia. Fisica, chimica, topografia, idraulica, costruzioni ecc...
E ai tempi la mia mente era reattiva e veloce nel calcolo e nell'analisi matematica...
Ma oggi mi rendo conto che senza esercizio la mia mente "matematica" si è impigrita.
Sarà appunto la mancanza di esercizio, sarà che la necessità di fare calcoli e risolvere problemi matematici è decisamente calata dopo gli studi, fatto sta che ormai anche il più semplice calcolo o ragionamento matematico mi richiede sempre più impegno.
E credo che la stessa cosa succeda un po' per tutto, impariamo delle cose e finché ci servono ce le abbiamo lì pronte da usare, poi quando non le usiamo più si rintanano in qualche angolo remoto della mente e stanno lì a ricoprirsi di polvere ed è sempre più difficile ritrovarle... un po' come la mia cantina, accumula e accumula a un certo punto mi dimentico di cosa c'è là sotto quel mucchio di roba o in quegli scatoloni... e non lo cerco nemmeno più...
Quindi ogni tanto (come cerco di fare anche in cantina) cerco di riaprire quegli scatoloni per riguardare cosa c'è dentro.
Mi cimento in giochi matematici, cerco di ricordare formule o costrutti matematici... o semplicemente faccio qualche esercizio di "far di conto": somme, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni.... sembra semplice, ma provate a fare qualche "conticino", ovviamente senza l'ausilio di calcolatrici o simili, vi renderete conto che è più difficile del previsto... soprattutto se è un po' che non ne fate...
Durante questi "momenti matematici" mi rendo conto che le cose ci sono ancora, che quello che ho imparato è ancora lì da qualche parte, ma è sempre più difficile ritrovarlo.
Morale della favola:
E' importante "imparare l'arte e metterla da parte", ma se non vogliamo che ammuffisca dobbiamo ogni tanto rispolverarla e usarla, e più facciamo questo esercizio di "inventario" della mente più saremo capaci di sfruttare al meglio le nostre capacità.
Morale della favola:
E' importante "imparare l'arte e metterla da parte", ma se non vogliamo che ammuffisca dobbiamo ogni tanto rispolverarla e usarla, e più facciamo questo esercizio di "inventario" della mente più saremo capaci di sfruttare al meglio le nostre capacità.
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