Stamattina ho preso il treno presto per venire a Gerola.
Con
presto intendo che poco dopo le 6 ero già in stazione centrale in attesa del
treno... che poi è partito alle 6:40 anziché alle 6:20... ma vabbè...
Però quello di cui volevo parlare non è dei ritardi dei treni, ma di come ormai
sono cambiate alcune mie abitudini.
Fino a qualche anno fa il treno
non faceva nemmeno in tempo a partire che io ero già nel mondo dei sogni e ci
restavo fino a un quarto d'ora prima della fermata di Morbegno.
Quando
ero a Pavia e prendevo il treno per andare a lavorare a San Donato riuscivo a
dormire anche in quella mezz'oretta di viaggio, magari pressato dalla massa
dei pendolari, in piedi appoggiato alla parete del treno o al palo per
sorreggersi, poi prendevo la metropolitana (per quanto? 5 minuti? Forse anche
meno) e riuscivo a fare un ulteriore pisolino.
Sempre a Pavia, più
volte mi è capitato di dormire sopra un sottile tappeto sul pavimento della
casa di qualche amico che mi aveva ospitato.
Mi è capitato di
dormire sulle panchine della sala d'aspetto delle stazioni del treno, una
volta forse anche su una panchina in un parco, in aereo...
Durante
l'interrail in ostelli che avevano a malapena delle brandine e una volta
addirittura in una piccola canadese in quattro compressi come sardine insieme
agli zaini che dovevano essere protetti dalla pioggia...
E tutto
ciò svegliandomi bello riposato come da un bel sonno in un bel letto
comodo.
Ma le cose sono un po' cambiate...
Adesso in treno o
comunque in viaggio non trovo mai una posizione comoda.
Se dormo in un
letto diverso, ad esempio in un albergo, va a finire che mi trovo col
cuscino troppo molle, il materasso che è troppo duro, le lenzuola troppo
bianche....
Di dormire all'aperto o su un pavimento non mi è più capitata
occasione... e credo che farò in modo che non debba di nuovo capitare...
Sarà
l'età?
Sarà che ho perso lo spirito d'avventura?
Sarà che la vita
comoda mi ha rammollito?
Chissà...
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