sabato 6 giugno 2020

Risveglio


Oggi forse ho cominciato a uscire da quel torpore che mi pervadeva da ormai qualche mese.

Non che abbia fatto chissà che cosa, ma è stato un inizio.

Mi sono alzato, ho fatto colazione, sono uscito a fare un giretto.

Tornato a casa ho cominciato a occuparmi di qualcosa che non fosse leggere o far niente.
Le normali incombenze casalinghe: bucato, piatti, stendere...

Poi mi sono messo al computer e mi sono dedicato alla compilazione dei 730 per me e per alcuni familiari.

Finita la burocrazia il mio sguardo è caduto sulla mia "zona computer" e mi sono accorto del disordine in cui versava.
Non che non fosse sempre stato lì, da chissà quanto tempo, ma stavolta è riuscito a infastidirmi.

E col pensiero "da qualche parte dovrò pur cominciare" mi sono messo a sistemare tutte le cose che si erano accumulate.

Attrezzi usati una volta e poi appoggiati lì sono tornati al loro posto, biro e matite sparse dovunque sono tornate nei portapenne, viti, cavi e pezzi di computer hanno trovato posto in scatoline ordinate e etichettate col loro contenuto.

Cartacce, scatole vuote, buste e altre cose inutili sono sparite nella spazzatura.

E a un certo punto tutto quello spazio che sembrava strapieno si è magicamente svuotato.

Adesso giro lo sguardo intorno alla mia postazione e vedo ordine e pulizia e la cosa devo dire che non mi dispiace.

Lo so non è molto, ma è un primo passo, un inizio che spero continui in tutta la casa, un pezzetto per volta.

Perché quando non si ha voglia di fare niente guardare la quantità di cose che ci sarebbero da fare fa passare ancora di più la voglia, quindi la tecnica del "cominciamo a fare almeno questo" senza guardare tutto quello che manca ancora da fare è l'unico modo per riuscire a fare qualcosa. 

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