lunedì 1 giugno 2020

La pagina bianca


 No, stasera proprio non ce n'è...

E' un'ora che sono qui davanti al computer in attesa di trovare qualcosa da scrivere, cercando spunti su facebook, che come al solito di spunti non me ne dà, leggendo qualche riga di un libro per vedere se si sblocca la mente, gironzolando per casa in attesa del colpo di genio... ma niente.

Questo credo sia uno di quei momenti che dagli scrittori viene definito sindrome da pagina bianca, quello stato d'animo che ti coglie quando devi scrivere qualcosa ma resti lì imbambolato a guardare lo schermo del pc (o un foglio bianco) e con le dita sulla tastiera senza riuscire a trovare nessuna parola per riempire quel bianco che hai di fronte.

Allora comincia scrivere parole a caso, mezze frasi che non hanno nessun senso logico, incipit che potrebbero anche essere carini ma che non proseguono oltre la prima mezza riga... per poi cancellarle e ritornare a fissare la pagina bianca.

E non è che mi si richieda di scrivere la divina commedia 2.0, perché i miei lettori, per quanto esigenti sul fatto che il post non lo posso saltare, non sono per fortuna così esigenti su quelli che sono i contenuti...

Quello della pagina bianca è un problema che a quanto pare affligge molti scrittori, anche se so benissimo che fra quello che scrivo qui e quello che serve per definirsi scrittori c'è un intero abisso.

Ma ciò non toglie che quando ti trovi a dover scrivere qualcosa, anche solo un messaggio di auguri, se la testa si rifiuta di farlo c'è poco da inventarsi, alla fine ti trovi a scrivere "tanti auguri" senza aggiungere altro ma con la fronte sudata come se avessi scritto un intero poema...

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