
E dopo alcune giornate limpide e col cielo degno di una località di montagna, ieri a Milano è scesa quella nebbia per cui è famosa.
La strada per arrivare al lavoro è sempre la solita e per di più dritta, ma immagino qualcuno che non conosce il posto e che deve orientarsi senza la possibilità di vedere alcun punto di riferimento se non quando ci è praticamente addosso.
O ancora peggio se uno è in giro in macchina, a prescindere dal fatto che conosca le strade o meno.
E oggi la nebbia è restata tutto il giorno, intorno a mezzogiorno sui rami delle piante c'era ancora il ghiaccio formato dall'umidità che poi ha cominciato a sciogliersi dando un effetto grandine sui marciapiedi dei viali alberati.
Ma a parte il gelo e l'umido non posso fare a meno di restare sempre affascinato dall'effetto della nebbia. Probabilmente anche perché non ci devo passare in mezzo in macchina.
Quell'atmosfera irreale, quelle sagome indistinte che prendono corpo solo quando sei a una decina di metri, i lampioni che sembrano gialli fuochi fatui sospesi nel nulla.
Un ampissimo panorama senza sfondo, un quadro non dipinto, un mondo celato.
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