martedì 27 agosto 2019

Procedure di rientro


E oggi il rientro a casa.

Il metrò neanche troppo pieno, il clima caldo ma non troppo, e finalmente entro in casa.

Mi accoglie la penombra delle tapparelle abbassate.
Sul terrazzino della cucina l'ennesimo nido di piccioni, fortunatamente vuoto, avevo paura di trovarci anche i pulcini in pieno svezzamento...

Il potos del salotto, che già aveva sopportato una resurrezione l'estate scorsa (se volete conoscere la storia la trovate qui), è triste, appassito, giallo e sbiadito da un mese senza né luce né acqua. Vediamo se si ripeterà il miracolo dell'anno scorso...

Il frigo è vuoto, anche qui è andata bene, avevo paura di averci dimenticato dentro qualcosa che avrebbe potuto aggredirmi dopo un mese di soggiorno lì dentro.

Un'ispezione rapida mi fa tirare un sospiro di sollievo non trovando nessun insetto gironzolante per casa.

Le cose che avevo lasciato in giro prima di andarmene sono ancora esattamente nel posto dove le ho lasciate... si, lo so, sperare che si mettessero in ordine da solo o per l'intervento di qualche magico folletto delle faccende domestiche era un po' troppo... forse...

E poi comincia la prima giornata che in teoria le persone normali passano a rassettare e a ripulire la casa che è restata chiusa per tutto quel tempo, al supermercato per rifocillare le scorte alimentari, al telefono per salutare gli amici e fargli sapere che sono tornati...

Io invece, dopo aver smantellato il nido dei piccioni e bagnato  il potos,  mi sono fatto una bella doccia, mi sono messo in tenuta da casa (pantaloncini e ciabatte) e mi sono spaparazzato sul divano a leggere il libro che avevo cominciato in treno.

Poi preso da un po' di sensi di colpa, o meglio preso dalla fame, sono uscito, ho preso un pezzo di focaccia, bevuto un caffè, giocato al superenalotto e me ne sono tornato a casa...

Quindi alla fine la spesa non l'ho fatta e la casa è esattamente nelle condizioni in cui l'ho trovata, con in più lo zaino appoggiato sul divano.
Però a un certo punto mi sono messo al computer e anziché cazzeggiare ho ripreso la scrittura di un racconto e riletto e corretto un altro.

E se il frigo è vuoto pazienza, vorrà dire che quando finisco di scrivere il post vado a mangiarmi una pizza...

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