giovedì 29 agosto 2019

Giornata no


Dopo una notte agitata in cui hai dormito ma ti senti più stanco della sera prima, ti svegli tardi con un mal di testa che neanche un doposbronza pesante può causare.

Fai colazione e ti prendi una pastiglia per placare il martellamento che hai in testa e cercare di riottenere un po' di coscienza di quello che hai intorno.

Poi accendi il computer per controllare le offerte di lavoro e il monitor fa le bizze e non vuole accendersi. Un po di amanettamenti e si riprende, ma pensi che forse è ora di cambiarlo e ti dirigi, ancora un po' intontito dai residui del mal di testa, verso la metropolitana per andare al negozio di elettronica.

Sali sul metrò e ti becchi il posto proprio sotto la griglia dell'aria condizionata che ti spara addosso aria a temperatura polare e ti rassegni a fare il viaggio in piedi, meglio che restare ibernato sul seggiolino.

Arrivi al centro commerciale e il negozio di elettronica è chiuso, la causa è un guasto all'impianto elettrico... non sembra una barzelletta?

Rassegnato torni verso il metrò con l'idea di un caffè che ti svegli un po' dal torpore che ancora ti senti addosso. Naturalmente il bar della fermata è chiuso quindi ti avvicini ala macchinetta del caffè, metti dentro i soldi sperando che non te li mangi e che ti dia il resto. E almeno questo non ha dato problemi.

Possibile che quando una giornata comincia male debba sempre peggiorare?
E a peggiorare lo stato d'animo c'è pure l'attesa di una telefonata che attendi da due giorni e che ormai non speri quasi neanche più di ricevere.

Torno a casa, mi guardo intorno, vedo tutte le cose che potrei fare in casa.
Dopo 10 minuti sono già in strada col minicomputerino quasi tascabile nella borsa diretto alle panchine del parco.
Trovo una bella posizione comoda, apro il pc sulle gambe e all'ombra, circondato dalla natura, comincio a scrivere.
Funziona!

Ho scritto come era tanto che non facevo. finalmente qualcosa di buono in questa giornataccia.

Suona il telefono! La speranza di quella telefonata si riaccende. Ma è il solito callcenter che mi vuole vendere qualcosa. Maledizione.

Mi alzo dalla panchina e sento prurito sulle gambe e sulle braccia. Gli insetti mi hanno mangiato.

Soddisfatto di quello che ho scritto, ma ancora nervoso per sta giornata torno a casa e mi spengo davanti al pc facendo giochini inutili

Poi una chiamata! La chiamata che aspettavo da due giorni!
"Scusi il ritardo, è ancora interessato?"

E la giornata ha cominciato a sorridere.

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