sabato 22 dicembre 2018

La "bisca" casalinga


Credo di essere sempre stato capace di giocare a carte.

Fin da piccolo quando passavamo le serate in famiglia le carte erano uno dei passatempi più gettonati, eravamo in 4 (mia sorella o non era ancora nata o era troppo piccola per giocare), quindi il numero perfetto per giocare a scopa d'assi, a briscola, a sette e mezzo... manco avessimo la bisca in casa.

La scopa era il gioco che richiedeva più concentrazione ed eravamo sempre molto attenti, perché se uno sbagliava una mossa cominciavamo a lamentarci proprio come i vecchietti che si vedono giocare all'osteria...

La briscola era meno impegnativa, ma spesso veniva anche mio zio e lì partivano le partite a briscola chiamata, quella in 5, e si giocava quasi da professionisti.

A volte si giocava anche a scala, ma ci piacevano di più scopa e briscola.

Poi c'è stato il periodo che a carte giocavo con gli amici all'osteria sempre a scopa d'assi o a briscola in 5 e anche lì appena uno sbagliava piovevano le critiche e le rimostranze.

All'università non c'era viaggio in treno in cui qualcuno non avesse il mazzo di carte a portata di mano e in collegio si giocava a carte per stabilire chi avrebbe dovuto lavare i piatti dopo mangiato.

Sempre all'università c'è stato poi il periodo del poker,  si giocava a soldi, con puntate massime intorno alle 1000 lire, e io credo di aver vinto ben poche volte...

Si facevano spesso anche solitari, ma, con l'avvento della tecnologia, il solitario con le carte ha lasciato il posto a quello sul computer...

Adesso a carte ci gioco quando sono qui da mia mamma, sicuramente ci divertiamo di più a giocare a scala che a guardare la televisione...
Il problema è che lei è talmente fortu... scusate, volevo dire brava a giocare, che io perdo quasi sempre... ma almeno non giochiamo a soldi...

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