
Quand'ero piccolo in attesa del Natale la mamma ci faceva il "camicino", era un vestitino di carta con tante linguette e ne potevamo aprire una ogni volta che facevamo un fioretto, cioè quando ci comportavamo bene, aiutavamo la mamma e il papà, non facevamo capricci ecc ecc...
Il camicino era un modo per farci meritare i doni e che ci avrebbe portato il Gesù Bambino la notte di Natale, lo mettevamo vicino sul tavolo dove l'avrebbe visto e, se riteneva che eravamo stati abbastanza bravi, ci avrebbe lasciato i regali. In caso contrario avremmo ricevuto solo il carbone...
Era una delle cose che insieme a presepio, albero e addobbi creava quell'aspettativa che rendeva il Natale la festa più attesa dell'anno.
Era un po' il nostro "calendario dell'avvento", ma, invece di ricevere il regalo aprendo le finestrelle ogni giorno, noi dovevamo comportarci bene per aprire più finestrelle possibile per meritarci i regali della notte di Natale.
Sembrerà una cosa insignificante, ma pensandoci adesso credo che fosse anche un bel modo per insegnarci che niente è dovuto, neanche i regali di Natale, che le cose vanno meritate e che ci vuole impegno e buona volontà per averle.
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