La maggior parte dei libri che ho letto non sono restati incisi indelebilmente nella mia mente, lo ammetto, mi è capitato di cominciare a leggere un libro e a un certo punto rendermi conto che l'avevo già letto...
Ci sono però alcuni libri che hanno lasciato un segno, non necessariamente perchè migliori di altri, piuttosto per qualcosa che il loro ricordo porta con sè; il momento della mia vita in cui li ho letti, il contesto "spazio/temporale" in cui li ho letti, quel particolare che li ha resi indimenticabili...
Ovviamente il primo e indimenticabile libro è stato, come già ho raccontato "la storia infinita" di Michael Ende, letto alle medie (per l'intera storia leggi il post "libri che passione"...)
"I draghi del crepuscolo d'autunno" di Weiss Hackman... questo fu il primo libro di puro fantasy che lessi e ricordo la frustrazione quando finito di leggerlo mi resi conto che la storia non era finita, ma proseguiva in altri due libri... Il mio primo impatto con le trilogie fantasy...
Sempre su questo genere ovviamente il posto d'onore va a "Il Signore degli anelli", lo lessi la prima volta durante le lezioni all'università... mentre i professori spiegavano analisi matematica... o fisica... o chimica...
Ma altri libri mi sono rimasti in mente per motivi meno determinanti o perché grazie a loro mi sono affacciato a un genere di romanzo...
"assassinio sull'orient express" e "10 piccoli indiani" mi hanno fatto amare Agatha Cristie e i gialli, "il dio del fiume" di Wilbur Smith e "le gazze ladre" di Follett i romanzi storici, "io robot" e il "ciclo della galassia" di Asimov la fantascienza, "Il partner" di Grisham il "legal thriller", Clive Cussler i romanzi di avventura e "archeologici", King l'orrore, Pratchett l'assurdo,
Ricordo "Il terzo gemello" di Ken Follett... questo lo ricordo perché da allora ho smesso di leggere la trama nelle sovraccoperte. Svelava praticamente tutto il libro togliendo tutto il mistero in una trama altrimenti intrigante e avvincente...
C'è poi stato il periodo in cui ho voluto leggere "i classici".
Sono rimasto piacevolmente sorpreso e intrigato da "il rosso e il nero" di Stendhal, decisamente annoiato da "le affinità elettive" di Goethe, affascinato da "il ritratto di Dorian Grey" di Wilde, appassionato e scosso da "1984" di Orwell...
Poi ci sono i libri cominciati e mai finiti... "Guerra e pace", dopo i primi capitoli con centinaia di nomi russi e di chiacchiere da "salotto di nobiltà" non ne potevo più... "i miserabili" quasi come "i Malavoglia", no comment... "Moby Dick" non credevo fosse un mattone del genere...
"il nome della rosa" di Eco, ok, qui potete criticarmi, ma il motivo per cui l'ho abbandonato è che mi stava davvero antipatico il narratore (di cui ho dimenticato anche il nome).
Per inciso "i Malavoglia" non l'ho letto per mia volontà, ma per obbligo scolastico, mentre lo leggevo e mi lamentavo un'amica mi disse: "tranquillo, andando avanti con la lettura migliora" "davvero?" "Certo, più vai avanti più migliora perché puoi dire 'dai che è quasi finito...'
Mi appassionano Harry Potter e Percy Jackson e mi intrigano Anne Rice e i suoi vampiri.
E poi Nesbo, Benni, Zimmer Bradley, Manfredi, Kinsella, Baricco, Yoshimoto, Cornwell, Deaver, Dick, Crichton....
Insomma chi più ne ha più ne metta...
L'avevo detto che sono poliedrico
Ci sono però alcuni libri che hanno lasciato un segno, non necessariamente perchè migliori di altri, piuttosto per qualcosa che il loro ricordo porta con sè; il momento della mia vita in cui li ho letti, il contesto "spazio/temporale" in cui li ho letti, quel particolare che li ha resi indimenticabili...
Ovviamente il primo e indimenticabile libro è stato, come già ho raccontato "la storia infinita" di Michael Ende, letto alle medie (per l'intera storia leggi il post "libri che passione"...)
"I draghi del crepuscolo d'autunno" di Weiss Hackman... questo fu il primo libro di puro fantasy che lessi e ricordo la frustrazione quando finito di leggerlo mi resi conto che la storia non era finita, ma proseguiva in altri due libri... Il mio primo impatto con le trilogie fantasy...
Sempre su questo genere ovviamente il posto d'onore va a "Il Signore degli anelli", lo lessi la prima volta durante le lezioni all'università... mentre i professori spiegavano analisi matematica... o fisica... o chimica...
Ma altri libri mi sono rimasti in mente per motivi meno determinanti o perché grazie a loro mi sono affacciato a un genere di romanzo...
"assassinio sull'orient express" e "10 piccoli indiani" mi hanno fatto amare Agatha Cristie e i gialli, "il dio del fiume" di Wilbur Smith e "le gazze ladre" di Follett i romanzi storici, "io robot" e il "ciclo della galassia" di Asimov la fantascienza, "Il partner" di Grisham il "legal thriller", Clive Cussler i romanzi di avventura e "archeologici", King l'orrore, Pratchett l'assurdo,
Ricordo "Il terzo gemello" di Ken Follett... questo lo ricordo perché da allora ho smesso di leggere la trama nelle sovraccoperte. Svelava praticamente tutto il libro togliendo tutto il mistero in una trama altrimenti intrigante e avvincente...
C'è poi stato il periodo in cui ho voluto leggere "i classici".
Sono rimasto piacevolmente sorpreso e intrigato da "il rosso e il nero" di Stendhal, decisamente annoiato da "le affinità elettive" di Goethe, affascinato da "il ritratto di Dorian Grey" di Wilde, appassionato e scosso da "1984" di Orwell...
Poi ci sono i libri cominciati e mai finiti... "Guerra e pace", dopo i primi capitoli con centinaia di nomi russi e di chiacchiere da "salotto di nobiltà" non ne potevo più... "i miserabili" quasi come "i Malavoglia", no comment... "Moby Dick" non credevo fosse un mattone del genere...
"il nome della rosa" di Eco, ok, qui potete criticarmi, ma il motivo per cui l'ho abbandonato è che mi stava davvero antipatico il narratore (di cui ho dimenticato anche il nome).
Per inciso "i Malavoglia" non l'ho letto per mia volontà, ma per obbligo scolastico, mentre lo leggevo e mi lamentavo un'amica mi disse: "tranquillo, andando avanti con la lettura migliora" "davvero?" "Certo, più vai avanti più migliora perché puoi dire 'dai che è quasi finito...'
Mi appassionano Harry Potter e Percy Jackson e mi intrigano Anne Rice e i suoi vampiri.
E poi Nesbo, Benni, Zimmer Bradley, Manfredi, Kinsella, Baricco, Yoshimoto, Cornwell, Deaver, Dick, Crichton....
Insomma chi più ne ha più ne metta...
L'avevo detto che sono poliedrico
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